Siria,Giordania,Egitto 2008 in Camper (con VIDEO)


(Il Video, puoi vederlo alla fine di questo diario)

Viaggio in Camper in Siria, Giordania, Egitto 2008 - Appunti n.1 - 26Gen08

Carissimi, dopo aver attraversato 7 nazioni, aver percorso oltre 4.000 km, in 9 giorni, siamo giunti ad Aqaba, sul Mar Rosso della Giordania, da dove vi stiamo scrivendo.

Durante questo lunghissimo viaggio, il freddo non ci ha mai abbandonato. Abbiamo attraversato Serbia e Bulgaria ammantati di neve. In Turchia, a Golbasi, a circa 1300 mt. di altezza sull’altopiano anatolico, abbiamo dormito a 12 gradi sottozero, proseguendo, il mattino successivo, su strade ghiacciate e con tanta nebbia che sembrava di essere in Val padana.

Anche tutta la Siria, l’abbiamo attraversata sotto una sorprendente nevicata (ci han detto che non succedeva da oltre 15 anni) e che, in una notte, ha raggiunto i quasi i 10 cm di altezza e con la costante paura di non trovare rifornimenti. E’ pur vero che 10 litri di gasolio in Siria, costano appena 1 euro ( si, avete capito bene: UN EURO !!), ma complice l’inverno freddissimo molti se lo stanno accaparrando anche per le proprie abitazioni e quindi scarseggia terribilmente (altri siriani ci hanno pero' aggiunto che molti lo acquistano per poi rivenderlo a caro prezzo ai libanesi che essendo in un clima di guerra permanente, anche di la’ scarseggia. Boh!! Non sappiamo cosa dire, fatto sta che dopo ore di code davanti ad un distributore, tutto ad un tratto, il gasolio finisce e vedi che tutti corrono a formare altre code in quei pochi, altri distributori che ne sono forniti (decine di aree di servizio sono letteralmente chiuse per mancanza di "materia" prima).

Abbiamo anche assistito a vere e proprie “tensioni” fra i cittadini siriani che attendevano pazienti il proprio turno in un indescrivibile caos. Nei nostri confronti, pero’ vi e’ stata una gara ad aiutarci veramente encomiabile. Ci hanno concesso di passare avanti, di fare rifornimento prima di loro che attendevano sotto il freddo e la neve, chissa’ da quante ore, da farci vergognare. A riprova che l’ospitalita’ in questi paesi, viene ancora ritenuta una cosa seria.

Giunti in Giordania, la situazione e’ cambiata letteralmente. Il gasolio c’e’ anche se costa di piu’ (appena 35 centesimi di euro al litro) ed anche la vita e’ piu’ costosa che in Siria, ma per noi turisti europei, soprattutto con l’euro forte, e’ proprio il caso di dire che e’ ..America. L’altra sera ci siamo concessi una pizza nel centro di Aqaba, alla “Pizzeria del Corso” (.. ma solo il nome e' italiano...) ed in 12 persone abbiamo speso 45 euro in totale.

I nostri mezzi per il momento si stanno veramente comportando bene. L’unico problema e’ stato al Ducato di Alberto che si e’ guastato l'alternatore, ma in meno di 4 ore, alla Fiat di Damasco, gliel'hanno sostituito per appena 500 Dollari. (pare che da noi costi sui 700/800 euro).

Ieri, abbiamo “pucciato” per la prima volta "solo" i piedi nelle acque del Mar Rosso e la temperatura dell’acqua non era proprio da bagno, ad occhio 16/18 gradi.
I mesi di gennaio e febbraio, infatti, vengono ritenuti i piu’ freddi per queste acque.

Di giorno se c’e’ il sole ed in assenza di vento, si sta bene, con una temperatuira che si aggira sui 19/20 gradi, di notte scende a 13/14 gradi, ma ora non dobbiamo piu’ accendere il riscaldamento. Abbiamo parcheggiato i nostri mezzi ai bordi di una bella spiaggia del Mar Rosso e di fronte, abbiamo l’incantevole scenario del Golfo di Aqaba, con vista sulla citta’ israelina di Elat e quella egiziana di Taba. Piu’ avanti di noi, a non piu’ di 3 km c’e’ l’invalicabile confine con l’Arabia Saudita che da poco si sta aprendo ad un certo turismo “d’elite” , ma purtroppo, ancora vietato al nostro turismo “plein air”.

Lunedi’ prossimo, 27 gennaio, abbiamo gia’ prenotato il traghetto per salpare in Egitto per un intero mese, visitandolo in lungo e in largo: le Piramidi al Cairo, El Alamein sulla costa mediterranea, le Oasi nel deserto, quindi Luxor, Asssuan, fino a raggiungere, la’ in fondo, la mitica Abu Simbel ai confini con il Sudan, per poi ritornare a nord ed avvicinarci nuovamente alla costa del Mar Rosso.

Non sappiamo dirvi, adesso, quando potremo farvi avere ulteriori nostre notizie via e-mail, perche’ qui si viaggera’ quasi tutti i giorni e lungo il tragitto, non penso vi siano molti Internet Point, ma appena ne avremo l’opportunita’, ci metteremo ad una tastiera.
Un forte abbraccio a tutti

...continua...

Appunti n. 2 - 6Feb2008

A distanza di circa 12 giorni dall'ultima nostra e-mail, abbiamo ora l'opportunita' di farvi avere nuove notizie.
Dopo aver pernottato ad Aqaba, in Giordania per circa 3 giorni, il 27 gennaio u.s ci siamo imbarcati su una veloce motonave e come il biblico Mose' abbiamo attraversato il Mar Rosso.

In circa 2 ore di navigazione, siamo giunti nell'accogliente cittadina egiziana di Nuweiba, dove, dopo aver esperito estenuanti ed elefantiache pratiche burocratiche. In tutte queste frontiere purtroppo, la tecnologia informatica non e' ancora arrivata e se in qualche ufficio doganale si vede qualche sgangherato computer, pare facciano a gara per non affaticarlo troppo e tenerlo possibilmente spento. In pratica, non si usa piu', per fortuna, la "penna d'oca", ma si trascrive tutto a mano. Vedeste le montagne di polverosi registri che giacciono su fatiscenti tavoli di inenarrabili uffici.

Un supplizio! Con errori madornali, come ad esempio l'avermi trascritto male il numero di telaio del camper (documenti e numeri vengono inoltre compilati a mano e scritti esclusivamente in arabo e nessuno di noi riesce a capirci un accidenti e per risistemare un eventuale errore, si e' costretti a far visita a vari impolverati uffici).

Tutto alla fine si risolve con lunghissime soste, sorrisi e pacche sulle spalle... e meno male!!!)

Dopo ben 4 ore di attesa all'interno della dogana, finalmente con nuove targhe egiziane, assicurazione, il cosiddetto "triptick", ma cosa estremamente importante per loro, dopo esserti alleggerito di un sostanzioso malloppo di euro, per diritti, tasse, (fra costi reali e costi "fittizi"), possiamo metterci in viaggio lungo la Penisola del Sinai, in direzione Sharm El Sheick, ma destinazione Monastero di Santa Caterina a circa 1500 mt di altezza, per poterlo visitare e salire sulla vetta del famoso Sinai.

Giunti a destinazione, non avevamo pero' fatto i conti con il freddo che a quell'altezza, si faceva sentire, eccome!!!
Visitato il Monastero, dove dei burberi e barbuti "pope" cristiano/ortodossi, ci hanno subito redarguito perche' non potevamo filmare o fotografare le storiche icone all'interno delle sale, siamo usciti per fare le foto di rito e correre letteralmente al riparo nei nostri camper per il freddo pungente.

Abbiamo quindi ripreso il viaggio e siamo ridiscesi a livello del mare, ove la temperatura era piu' che accettabile e giunta sera, abbiamo pernottato nella localita’ di Ras el Sudr lungo il Mar Rosso, con l'aiuto della onnipresente Polizia Egiziana che si prende cura di noi, come se fossimo dei capi di stato. A volte cosi' gentili da diventare asfissianti.

Il mattino dopo, oltrepassato il Tunnel sotto il Canale di Suez, siamo giunti sotto le Piramidi, a Giza, facendo gli scongiuri per attraversare il Cairo: il codice della strada per i circa 21 milioni di abitanti di questa città, e' semplicemente un “ optional”.

Le Piramidi: uno spettacolo unico e maestoso. Si e' di fronte a 5000 anni di Storia. Una leggera pulsazione mi prende sempre, anche se li avevo gia' visitate nel passato, nell'immaginare che nello stesso posto, migliaia di anni fa, altri uomini, abbiano potuto erigere dei cosi' ciclopici monumenti funerari. Immagino anche quale effetto di grandiosita' abbia potuto scatenare nella mente degli amici camperisti che si sono trovati , cosi' per la prima volta al loro cospetto.

Il giorno successivo, con 2 taxi, dopo aver parcheggiato nel campeggio del simpatico Nasser, in un vero labirinto di vie e viuzze per trovarlo, (in realta' il "businessman" e padrone del campeggio, e' il grande e grosso fratellone, che di professione vende tappeti) ci siamo fatti accompagnare, diciamo pure "scarrozzare" per la caotica “il Cairo” alla visita del Grande Museo Egizio, della Cittadella e del grande suk di "Khan el Khalili" dove, gia' conoscendolo, siamo entrati a degustare un delizioso the, nel famoso "Cafe' Mafhouz" che prende il nome dall'omonimo scrittore egiziano, Premio Nobel per la letteratura.

Il mattino successivo, siamo partiti per El Alamein a portare il nostro doveroso ossequio al grande sacrario dei nostri caduti. Una scena veramente toccante dove tutti noi siamo stati in silenzioso raccoglimento per alcuni minuti.

A sera la polizia ci ha accompagnati a dormire in un complesso residenziale sicuro a qualche km di distanza, facendoci pure la guardia. Questi poliziotti, nostri angeli custodi, sono tutti giovani, sempre sorridenti e molto disponibili nei confronti dei turisti. Veramente dei bravi ragazzi.

Oggi siamo giunti a Luxor, dopo aver attraversato l’immensa distesa del deserto libico/egiziano per oltre 1.200 km ed aver visitato tutte le bellissime Oasi, con unici scenari di assoluta bellezza,
dove l'occhio spaziava sino al tenue orizzonte, tradito da immensi miraggi di improbabili distese di acqua.

Abbiamo dormito nel famoso e fantastico Deserto Bianco. Una vera notte di euforia all'ombra dei bianchi pinnacoli a forma di giganteschi funghi in un ambiente incantato e caratteristico.
Domani la Valle dei Re, delle Regine, Karnak ed il famoso Tempio di Luxor.

Oggi, arrivando, abbiamo sostato ed ammirato i famosi Colossi di Memnon, tutti incerottati perche' in restaurazione.
Non siamo neanche a meta' percorso ed abbiamo gia' macinato piu' di 7000 km da casa, percorrendo tutti i giorni dai 400/500 ed anche 600 km.

Fra 2 giorni partiamo alla volta Assuan per spingerci infine ad Abu Simbel.
Fa caldo e siamo tutti in pantaloncini e ciabatte. Di giorno, sotto il sole si rasentano anche i 26/28 gradi. Chissa' laggiu' ai confini col Sudan, che caldo fara'.. e siamo appena ai primi di febbraio.
Il morale e' sempre alto e sia pur molto stanchi, ci stiamo divertendo molto.

Un abbraccio a tutti.

...continua....

Appunti n.3 - 12Feb2008

Il nostro viaggio prosegue in modo fantastico.
Dopo oltre 16 giorni di Egitto e quasi un mese dalla partenza dall'Italia, 9000 km percorsi in totale (fino adesso) fra deserti, oasi e siti storici di 5000 anni fa.
Aver toccato la parte piu' a Sud dell'intero viaggio, visitando, ieri l'altro, i magnifici, splendidi Templi di Abu Simbel, (meritavano proprio una visita) a pochi km dal confine con il Sudan, siamo ritornati sul Mar Rosso e precisamente al Blu Lagoon di Marsa Alam, un superlativo Villaggio con molte stelle, da dove vi stiamo scrivendo e dove da stamattina, avendo appunto assolto il programma culturale e terminato di visitare tutte le bellezze archeologiche della civilta' egizia, ci siamo concessi una settimana di relax piu' assoluto, sotto il caldo sole in una fra le piu' belle ed estese lagune di tutta la costa, fra un filare di palme da cocco, ombrelloni e sdraio, all'esorbitante costo di pochi euro un "all inclusive" con pranzo a base di aragoste e gamberoni alla griglia sulla spiaggia.

Nelle agiatezze di questo villaggio, vorremmo restarci per qualche giorno, per poi proseguire ancora piu' a sud e raggiungere la meravigliosa Berenice ed esplorare altri 150 km di costa corallina con fondali, ci han detto al Diving, da mozza-fiato.

Oggi abbiamo fatto il bagno in una splendida e calda piscina e domani faremo il bagno nella bellissima laguna,volendo raggiungere la barriera corallina. Molti ospiti del Settemari (tutti italiani)
nell'immergersi hanno visto un paio di grosse tartarughe e nei prossimi giorni ci e' stato consigliato di andare a fare anche un'escursione nella cosiddetta "casa dei Delfini" , conosciuta area del mar Rosso, dove non e' difficile vederli in buon numero, superiore a 100, di razza Stenella che vivono e si procreano in questa zona per nuotare in mezzo a loro)

Poi, dopo questo immane "sacrificio" ...sapete com'e... tutto il giorno a crogiolarsi al sole...dopo aver appagato il palato ed aver riposato le stanche "ossa" , inizieremo a risalire la costa del Mar Rosso, per far tappa a Hurghada, altro osannato santuario del turismo e paradiso dei subacquei per poi ritornare nel Sinai, sostando a Sharm e rientrare in seguito in Giordania per visitare Petra, il Mar Morto e…. tanto altro ancora…..

Ma questo ve lo racconteremo piu' avanti se avremo l' opportunita' di raccattare una tastiera.

Adesso andiamo a gustarci l'animazione del villaggio.. perche' ci han detto che questa sera e' la serata Egiziana e c'e' una splendida fanciulla che ci ballera' la danza del ventre....e…dopo… non si sa mai.. siccome da “cosa”, “nasce cosa”.. sperem che qualche altra "turista", alla fine …non le venga in mente di emularla….ehehhhhhhhhhh!!!!!!!
Il consueto abbraccio.

...continua....

Appunti n.4 - 1Marzo2008

Raggiunta Hurghada, abbiamo sostato per una giornata, visitandola.
E’ una “citta” talmente turistica che penso abbia perduto e di molto la sua originaria atmosfera. E’ invasa letteralmente da turisti russi, i famosi “nuovi ricchi” tanto che ormai sono pochi i cartelli in lingua italiana e tanti in cirillico.

Il giorno seguente, non esistendo nessun collegamento marittimo per auto, ma solo passeggeri, fra Hurghada e Skarm el Sheik (appena 3 ore di navigazione) in un’unica, defatigante tappa di oltre 750 km, abbiamo raggiunto l’incantevole Parco Marino di Ras Mohammed , pochi km prima di Sharm sostandoci per alcuni giorni. All’interno del Parco,c’e’ un’area riservata al campeggio, ma senza alcun servizio e costa 15 US Dollari al giorno. Alcuni di noi l’han pagata solo il primo giorno, perche’ in quelli successivi, non si e’ piu’ fatto vedere nessuno.

Di giorno e di sera, ci recavamo nella cittadina di Sharm , anch’essa ormai diventata “quasi” megalopoli, con circa 2000 italiani che han preso casa e vengono qui a svernare, ma anche qui si sente forte la presenza russa.

In attesa di ripartire per la visita della Giordania (la mitica Petra, il famoso Wadi-Rum del leggendario Lawrence d'Arabia, il Mar Morto ed altro ancora) ed avendo a disposizione qui ad Aqaba, alcuni giorni di relax, (sta iniziando a fare veramente caldo e ne approfittiamo per fare tutti i giorni i bagni), mi lascio andare a qualche personale riflessione su quanto abbiamo sin qui visto.

E' indubbio che questo entusiasmante ed allo stesso tempo massacrante viaggio, si e' potuto fare perche' alla base c'era una sia pur labile programmazione di quello che si voleva fare e vedere. Pur tuttavia alcune cose stabilite in precedenza, per facilita' di percorso o per motivi contingenti, sono state anche cambiate in itinere ed abbiamo dovuto governarle.

Inoltre, per spontanea ammissione di molti amici camperisti, questo viaggio, da soli, non l'avrebbero mai fatto.

Fatte queste doverose premesse, sulla base della nostra esperienza, viaggiare in quasi tutti i paesi d'Africa e del Medio Oriente, con il proprio mezzo, una delle maggiori difficolta' che si incontrano, per noi europei, non e' solo capire e farsi capire, ma soprattutto cercare di "indovinare" (si proprio: indovinare) quale strada o via prendere per andare a destinazione.

La tecnica per potersi districare in un incrocio, non essendoci cartelli segnaletici e non sapendo quale direzione prendere per arrivare a destinazione e’ sempre quella di chiedere, affidandosi al primo avventore che vedi. Gli incroci sono tanti ed e’ un vero "busillibus" se alla fine di un paese o in aperta campagna ti si presentano due strade. Sei obbligato ad affidarti al primo poveretto che vedi ai margini della strada e che forse sta tirando la cavezza di un asino, o forse, piu' semplicemente, lo sta cavalcando, per chiedergli …Oddio… chiederglielo e’ uno sforzo immane, e’ quasi impossibile comunicare: lui l'inglese non lo sa e tu l'arabo non sai neppure da dove cominci ed allora cerchi di fargli qualche segno, cerchi di avvicinarti col tuo mezzo, almeno per sussurrargli il nome della città, del paese o della via da raggiungere e vedi che il "poveretto", non capisce, allora pensi di aver pronunciato male quel nome o forse non si dice proprio cosi’ nella sua lingua ed allora stai li’, per rinunciare ed avviare il camper per andartene, quando vedi che l’individuo, inizia a reagire ai tuoi sforzi labiali e comincia a tirare le redini dell'asino , quasi lo "strapazzasse", pur di fermare la sua andatura, ma questo non ne vuole sapere, allora ti riavvicini sempre di piu' e poco alla volta e… tutto ad un tratto vedi che l'asino dopo che l'uomo gli ha assestato qualche bel calcione nel deretano, si blocca, ma ti accorgi subito che il "tapino" non ha bloccato l'asino per sapere cosa vuoi.
Egli ha bloccato con forza l'asino perche' ha visto che a fianco a te c'e’ tua moglie che
per il caldo viaggia con normali (per noi) pantaloncini corti. La scena comica e' che tu gli parli, e lui fissa le gambe di tua moglie, poi, gridando un po' piu' forte per farti sentire, ti guarda, ma si accorge che anche tu vesti pantaloncini corti ed inizia a fissare pure le tue gambe, al che fra sorrisi, gesti e sue parole incomprensibilmente in arabo, non ti resta che fargli il gesto di ciao con la mano e dirgli: vabbeh… salutami pure l'asino… e te ne vai a cercare qualcun altro che sappia parlare un idioma per comunicare.

Altro fatto molto importante che bisogna sempre tener presente, soprattutto in Egitto, ma anche negli altri paesi, e' che chi entra per turismo con un proprio mezzo in queste nazioni, è sistematicamente controllato ad ogni posto di blocco. In pratica vogliono sapere e sanno sempre tutto dove sei.

Se ad esempio si entra in quel paese in 2 o 6 - 7 camper e' preferibile, da parte loro, che si resti sempre uniti e si esca da quel paese contemporaneamente. Altrimenti iniziano le "menate" delle richieste da parte della polizia, del perche' non si e' piu' assieme, dove sono gli altri, dove sono diretti, quando rientreranno nel gruppo e cose di questo genere.. sistematicamente e per tutto il tempo.
A noi e' stato fatto diverse volte.

Dicono che lo fanno per la nostra "security" . Personalmente penso che cio' si debba rispettare e basta, anche se alcune cose non convincono. Altro aspetto e' il rispetto del convoglio armato per attraversare alcune zone dell'Egitto. Se qualcuno non rispetta l'orario di partenza, gli viene cortesemente ritirato il passaporto e restituito quando puo' partire con la scorta.

In Egitto, abbiamo fatto in totale oltre 5.860 km (inizialmente preventivati "appena" 4.600 , )

I km da casa fino ad oggi, sono oltre 10.000 e dobbiamo farne altri 5 o 6.000 o forse di piu'.

Abbiamo toccato e visitato tantissimi luoghi. Abbiamo girato l'Egitto in lungo ed in largo: dalla punta orientale del Sinai (Nuweiba) Mar Rosso, da dove siamo sbarcati, al Cairo sotto le Piramidi, via Suez, costa-costa, fino alla parte occidente, El Alamein (quasi Marsa Matruh, confine con la Libia) sul Mediterraneo, poi in lungo, da nord a sud: il deserto libico/egiziano, con tutte le grandi oasi, Baharja,Farafra, Dakhla e Kharga, sostando nel fantastico Deserto Bianco e contemplando l'esteso Deserto Nero, raggiungendo infine Luxor (i Templi, la Valle dei Re e delle Regine , i colossi di Memnon la reggia di Karnak, il Tempio e tanto altro, andando a cenare la sera in un clima da primavera avanzatissima, in un bel locale che si affaccia sul sonnacchioso Nilo, il quale costeggiandolo per svariati km ,ci siamo anche goduti i suoi eccezionali tramonti con le lente ed inconfondibili Feluche che solcavano le sue acque.

Non paghi di tutto questo, ci siamo spinti ancora piu' a Sud fino all’ eclettica e vivace Assuan, (con visita ai bellissimi Templi di Kom-Ombo (dove la sera, abbiamo trascorso il tempo con crocieristi italiani che discendevano il Nilo) ed il Tempio di Horus (tutti di origini Tolemaiche) molto, molto ben conservati, per raggiungere infine l'apoteosi della mitica Abu Simbel ai confini con il Sudan , distante pochi km, ed ammirare il Gigantesco Tempio di Ramses II con le sue splendide raffigurazioni egizie
Il Faraone piu' grande, longevo e megalomane, conquistatore di popoli ed indiscusso .. "sciupa-femmine" .


Abbiamo sostato quasi all'estremita' sud del Grande Lago Nasser, il piu' grande bacino artificiale del mondo.

Oltre alla storia, abbiamo visto anche molta poverta' soprattutto nell’Alto Egitto (che e’ quello a sud) . A detta di alcuni amici, in Marocco sono meno poveri. Personalmente non saprei giudicare quali siano quelli piu' poveri. Certo e’ che l’Egitto con i suoi 80 milioni di persone ha forse piu’ problemi del Marocco che ne ha molto meno della meta’. Per me comunque, l’Egitto, ha certamente piu’ storia e piu’ fascino.

La parte che mi ha positivamente meravigliato, sono state le ottime strade dell'Egitto (Penso che neppure noi, nel nostro sud, abbiamo delle strade cosi' larghe ed asfaltate)
E poi, il costo del gasolio, una vera inezia. 50 litri = 4 euro e mezzo... sic !!!!

Naturalmente un discorso a parte merita la cortesia, la gentilezza e l’immediata disponibilita' dimostrata nei nostri confronti, in ogni momento da Siriani, Giordani ed Egiziani.
Del caotico (e quasi pericoloso) traffico mediorientale, ma egiziano in particolare, abbiamo gia' accennato ed infatti a conferma dei nostri timori, abbiamo purtroppo letto che appunto l'Egitto detiene il triste primato di maggiori morti sulle strade.
Noi, abbiamo usato le massime cautele nella guida e non abbiamo, per fortuna, riportato neppure un graffio.

E meno male che in fatto di mangiare e gasolio, costa poco, altrimenti con i costi eccessivi delle varie Frontiere (per portare il tuo camper in Egitto vogliono, fra traghetto e costi doganali circa 800 euro per un mese - 400 euro circa in Siria - 250 euro in Giordania ,
[piu' il gasolio per attraversare la Turchia che costa come da noi, se non di piu’ , oltre ai visti d'ingresso per Siria e Giordania ed Egitto. Il tutto dai 1600 ai 1800 euro.

Ma ne vale veramente la pena perche' riteniamo sia un viaggio impegnativo ed esaltante e che si puo’ anche ritornare a” svernare” perche’ coniuga, come piace a noi, cultura e relax.

Adesso sosteremo qui ad Aqaba dagli 8 ai 10 giorni circa, facendo bagni nelle calde acque del Mar Rosso e prendendo la tintarella.

Poi, dopo questa rilassante pausa , inizieremo, come ho gia' annunciato all'inizio, la visita di Petra del Wadi Rum ed altro.... ed inizieremo quindi a risalire verso la Siria per visitarla anch'essa e prendere poi la mesta via del ritorno.
Michele e Anita

...continua...

Appunti n.5 - 8Marzo2008

In questo piacevolissimo ed ora caldo viaggio, abbiamo incontrato dei " beduini locali " che ci siamo divertiti a fotografare e di cui vi alleghiamo le immagini.


(Doppio Click per ingrandire l'immagine)

Non abbiamo per il momento nulla da raccontarvi circa le visite, perche' ci stiamo proprio rilassando ormai da 10 giorni qui ad Aqaba, bella cittadina della Giordania affacciata sullo splendido Mar Rosso. E' inutile che vi dica che ci stiamo quasi "arrostendo" (oggi il termometro segnava quasi 33 gradi e meno male che c'era una leggera bava di vento, altrimenti “colavamo”)

Siamo spesso in acqua a rinfrescarci e a fare snorkeling per ammirare le variopinte specie di pesci che abitano la barriera corallina. Oggi, venerdi' , nel mondo musulmano e' giorno di festa e le spiagge erano affollatissime, noi che eravamo in costume, venivamo guardati come un'attrazione, in mezzo a donne che si bagnavano letteralmente vestite e pure con il chador, ehehhhhh!!

Alcune donne, pur “intabarrate” di tutto punto, ma all’apparenza gentili e disponibili, cercano di dialogare con le nostre, ovviamente solo coloro che si esprimono anche in inglese ci riescono e Anita fa da intrerprete.

Anche gli uomini, gentili e “curiosi” amano sempre chiederci da dove proveniamo.

Ieri, inoltre abbiamo festeggiato il compleanno di Anita (sempre i soliti 19 anni e mezzo) e le donne del gruppo han preparato 2 deliziose torte

Infine , siccome vediamo dalle nostre TV satellitari che voi ve la state "spassando" fra pioggia e freddo, abbiamo deciso di allungarci qualche giorno fra queste calde acque.
In fin dei conti tornare significa quasi accendere i caloriferi “artificiali”, mentre qui abbiamo quello …naturale che ci riscalda …. ehehhhhhh
E' tutto…. per adesso.
La consueta buona notte da.... Aqaba.

...continua....

Appunti (finali) n.6 -(con Video)-6-28 Marzo 2008

Dopo oltre 20 giorni dalla nostra ultima e-mail, scrittavi ormai dalla lontanissima Aqaba, tantissimi sono i km che nel frattempo abbiamo macinato e molti altri bellissimi siti abbiamo visitato.

Prima di tutto la suggestiva PETRA che, con il suo “ Tesoro”, ti appare come un incantevole palcoscenico tra le quinte di un sipario che si apre dopo le buie, ma fascinose pareti del famoso "siq" con il suo indescrivibile color rosa, pervenutoci quasi intatto, da oltre 2.200 anni fa.
A buon diritto, definita la 7^ meraviglia del mondo !!!

Ci siamo inoltre “arrampicati” (che fatica!), e pure “srotolati”, lungo i pendii delle rosse dune del mitico “WADI RUM” reso leggendario dal famoso colonnello Lawrence d’Arabia, spingendoci nel magico Canyon che, con le sue pareti di arenaria colorata, t’inchiodava incantato ad ammirare colori incredibili.
Abbiamo calpestato in lungo ed in largo la “valle della Luna, (anche cosi’ chiamato il Wadi Rum) in uno scenario surreale con paesaggi fantastici e grandiosi, ove ad occhio, non si riescono a valutare le distanze, perche’ mancano riferimenti “umani”.

Tutto questo, spostandoci, a bordo di una Jeep 4x4 ed in compagnia di una coppia conosciuta nel “Visitor’s Center “, che, avvicinandosi timidamente a noi, ci ha chiesto, molto cortesemente, se potevamo dividere le spese con loro e visitarlo con la stessa Jeep. Il costo della Jeep e’ di 52 euro circa.

Una piacevolissima giornata trascorsa scorazzando fra le piste e dove alla fine, nel congedarci ed invitarli quali graditi ospiti a casa nostra, qualora visitassero Milano, erano curiosi di vedere l’interno del nostro camper, esprimendoci la loro meraviglia e l’audacia per essere giunti sin lì.

Abbiamo letteralmente “galleggiato“ sulle salatissime acque del Mar Morto, ove, neppure per sbaglio, uno che volesse annegare, riuscirebbe a farlo !!! Abbiamo preferito, pero’ “scappare” perche’ a 420 metri circa, sotto il livello del mare, di giorno, ma soprattutto di notte vi e‘ una cappa opprimente ed un caldo insopportabile.. ed eravamo appena a meta’ marzo …sic!!!

Siamo andati quindi a rendere omaggio a Mose’, sul Monte Nebo, sul quale egli, secondo alcuni, riposi. Su questo monte, oltre a fotografare la grande croce stilizzata, abbiamo ripreso il monumento, costruito in memoria della visita del compianto Papa Giovanni Paolo II ed alla sua base abbiamo letto e fotografato con piacere, anche il nome di Cernusco sul Naviglio, che, supponiamo, abbia contribuito, assieme a tante altre diocesi italiane alla sua realizzazione.

Peccato che la giornata poco limpida, non ci abbia permesso di spaziare con lo sguardo la sottostante valle del Giordano fino a raggiungere Gerusalemme, che pur essendo a pochissimi km da noi, non ci e’ stato permesso di visitare, pena l’impedimento di riattraversare la Siria per tornarcene a casa con il nostro mezzo. Veramente assurdo…ma tant’e’)

Risalendo verso nord, abbiamo addirittura pernottato col nostro camper, all’interno delle mura dell’antichissima, romana Gerace, oggi Jerash, con le sue ampie strade e piazze colonnate, ammirando fra l’altro i suoi 2 teatri, in parte molto ben conservati e i templi dedicati alla dea Artemide.

Abbandonata la Giordania, siamo rientrati nuovamente in Siria. E’ inutile raccontarvi quanti timbri “stampano” sui nostri passaporti. Al ritorno, infatti ci tocchera’ rifarli 5 anni prima della loro naturale scadenza perche’ ormai non ci sono piu’ pagine per mettere altri timbri e/o visti... ne abbiamo contati 37 !!! ehehheh ed ore di attesa nell’ordinario caos e burocrazia alle frontiere, per correre a visitare il bellissimo ed anche qui ben conservato Teatro Romano di Bosra, ove, ormai sera, abbiamo pernottato.

L’indomani mattina dopo circa 2 ore di viaggio siamo giunti a Damasco per visitare la piu’ importante Moschea, dopo la Mecca, quella antichissima degli Omayyadi. E qui finalmente ho visto Anita vestirsi come una donna musulmana per poter entrare (e’ obbligatorio per le donne “affittarsi” la tunica, ma anche per gli uomini, se hanno i pantaloncini corti), ho insistito pure perche’ si affittasse anche il “Chador”, per poterla fotografare, (ma non era obbligatorio, peccato) ed ho pure controllato… ehehhehhh!!! che non si scoprisse il capo… ahahhhh!!!! . Le ho pure detto alla “sicula” : Cammela, occhi bassi.. Ah !!! Scherzo..naturalmente.

Anch’io pero’ somigliavo quasi ad un “ayatollah…e a piedi scalzi, fotografavo la tomba di San Giovanni Battista che, venerato come profeta anche dai musulmani, ha un grande mausoleo proprio all’interno di questa Moschea.

Con nostra somma sorpresa, abbiamo visto e conosciuto molte pellegrine iraniane, che avendo saputo essere noi degli italiani, con entusiasmo hanno confabulato con noi chiedendoci alla fine, di farsi fotografie insieme. Contrariamente a quello che si puo’ pensare, ci ha positivamente meravigliato la naturalezza di alcune donne siriane, ma soprattutto iraniane, elegantemente vestite in nero, col capo coperto, avvicinarsi ad Anita e dialogare in un perfetto inglese. Si vedeva e si sentiva in loro, il desiderio di esprimersi e fare conoscenza con altre realta’, perche’, abbiamo pensato, costoro si rendono conto di vivere in una societa’ chiusa e quando sono fuori dai confini del loro Stato, non sentendosi rigidamente controllate dai cosiddetti “Guardiani della Rivoluzione” si scatenano e cercano con tutte le loro forze di comunicare. In particolare, si notava verso di noi italiani, la simpatia e la benevolenza che ci veniva elargita e l’invito esplicito da parte loro di visitare l’Iran.

Siamo veramente convinti che viaggi di questo genere, arricchiscono, non solo dal punto di vista storico e culturale, ma molto anche da quello dei rapporti umani.

La sera, in Damasco, da soli, ci siamo abbandonati a percorrerla nelle sue antichissime e strette viuzze del suq, per raggiungere il nuovissimo Ristorante “Narinj” (leggete: Naringi”) per consumare un ottimo pranzo di specialita’ locali.
Damasco, antica e maestosa citta’, con i suoi quartieri, cristiano, armeno, ebraico e’ veramente molto vivace e piena di vita, soprattutto nel suo immenso “Suq”.

Riprendendo il viaggio verso Homs, abbiamo deviato per andare al “Krak du Chevaliers” il vecchio e famoso maniero dei crociati, che per raggiungerlo, nell’ultimo tratto, abbiamo dovuto percorrere una strada talmente ripida che, il nostro povero camper, se fosse stato un mulo, meritava la sera una doppia razione di biada, per gli sforzi che ha sostenuto.

Abbiamo poi proseguito per la visita della mitica Palmira, nel bel mezzo del deserto siriano. Anche questo maestoso sito storico risalente all’epoca romana e molto esteso, come insediamento, il cui fascino dopo migliaia di anni, resta intatto e fa accorrere numerosi turisti.

Infine, non programmato, abbiamo deciso di inoltrarci sempre piu' ad Oriente per percorrere le rive del biblico Eufrate, visitando numerosi siti mesopotamici, come Europos e Mari e toccando numerose cittadine …veramente grandi paesoni siriani dell’interno, come Deir Er Zor e Ar Raqqa, raggiungendo addirittura il confine con l’Iraq. (e qui ci hanno controllato i passaporti diverse volte). Siamo poi ritornati ad Aleppo per visitare la citta’ e proseguire per la cittadella di Saaman (in pratica la localita’ in cui si dice che un individuo, questo Saaman appunto, oggi pare sia San Simeone) abbia vissuto per moltissimi anni abbarbicato, da eremita, sulla sommita’ di un palo. Mah!!!

Scadendo ormai i soli sette giorni concessici dalla Siria, (pena il pagamento di altri 100 euro quale tassa diesel) siamo rientrati in Turchia, dopo aver fatto ben 6 ore di indescrivibile caos alla frontiera Siro-Turca ed aver dovuto pagare una “multa” di 12 euro alla dogana siriana perche’ avevamo fatto il pieno di gasolio.(?)
Curiosi questi siriani: ti fanno pagare una tassa per il gasolio di 100 euro a settimana, ma se esci con il pieno ti appioppano pure una multa. Boh!!, forse pretendono che il mezzo te lo devi spingere a mano per attraversare la frontiera. Strano comportamento.

Abbiamo quindi sostato ad Iskenderun (la famosa Alessandretta) ed il giorno dopo abbiamo proseguito per Adana (sfiorando il territorio Curdo) oltrepassando Icel/Mersin per poi proseguire i prossimi giorni verso Antalya, costeggiando il Mediterraneo e l’Egeo.
Abbiamo ancora circa 2500 km da fare per raggiungere Igoumenitsa in Grecia e poi imbarcarci per Ancona.

Il nostro camper pare che vada bene , anche se siamo dovuti ricorrere alla Fiat di Hatay, in Turchia, per dei problemi all’impianto elettrico. Prontamente riparati. Anche un O-Ring della frizione perde un po’di olio, ma roba di poco conto e ci hanno assicurato che in Italia ci arriveremo tranquillamente.

D’altronde, affrontare un viaggio del genere, dove sino ad oggi, in 3 mesi stressanti per noi ed i mezzi (pensate che abbiamo percorso oltre 14.000 km) e’ umano mettere in conto qualche disfunzione (ad un altro camper su Mercedes, di un ns. amico, alcuni giorni fa, sul Mar Morto si e’ rotto addirittura lo spingi-disco del cambio ed un altro ns amico l’ha trainato per alcuni km ed infine e’ dovuto restare fermo alla Mercedes di Damasco per qualche giorno perche’ arrivasse il pezzo nientepopodimeno che dal Libano) Ora e’ tutto a posto e si e’ riunito a noi.

Possiamo in fin dei conti dire che sino adesso ci e’ andata proprio veramente bene.
Speriamo fino a casa.

Ora vi salutiamo con la consueta buonanotte…stavolta .. da Silifke a sud della Turchia (Il paese in cui mori' annegato Federico Barbarossa)
Michele e Anita
(Ora, clicca qui per vedere l'intero video del nostro viaggio.)

Marocco in Camper (con VIDEO)


(In fondo a questo diario, potete vedere l'intero video del nostro viaggio)

Diario 4 - Africa 2007 - L'avventura continua... - 28Feb07
Carissimi, dopo tanto raccontare nei precedenti diari e dopo aver gia' macinato oltre 1300 km verso nord, ora ci stiamo " riposando" a Tiznit, accogliente cittadina a circa 120 km. a sud di Agadir ed in attesa d'iniziare nuovamente il viaggio verso l'interno, desideriamo farvi ammirare qualche immagine di albe e tramonti, cui abbiamo avuto la fortuna di poter catturare con le nostre modeste apparecchiature. purtroppo possiamo inviarvene solo poche, via e-mail, con la speranza che vi arrivino, considerata la lentezza di queste connessioni..
Un caro saluto a tutti.
W l'Afrique
Mike e Anita
....continua...

Diario 5 - Africa 2007 - 11Mar07

Amici e parenti vicini e lontani, avrebbe detto il famoso buonanima..ehehhh, dopo una ulteriore lunga e rilassante sosta a sud di Agadir, con un impegnativo e "faticoso" dolce far niente, incrementato dai consueti, irrinunciabili pranzi e cenette a base di tutte le qualita' di pesce e dopo aver festeggiato il compleanno della dolce metà (ha compiuto i 19 anni e mezzo, ma non vuole che lo si dica in giro... ) alla presenza di molti amici camperisti italiani, (qui ormai ci conosciamo tutti), era giunta l'ora di rimettersi in viaggio, anche per evitare la ruggine alle ginocchia ed addentrarci all'interno del Marocco per visitare i tanto decantati scenari della sua montuosissima ed al contempo desertica parte orientale.

Detto fatto. Salutati gli amici italiani, alcuni dei quali avevano gia' visitato l'interno ed altri che desideravano restare ancora lungo le spiagge a prender la tintarella, dopo una breve sosta ad Agadir per rifornirci al "Marjane", (piu' o meno grande come l' Euromercato) di scorte ormai ridotte all'osso, evvia..... per i circa 390 km di Ouarzazate, caratteristica cittadina, situata nella catena montuosa dell'Alto Atlante , (ancora tutto innevato, nel quale svetta il Jebel Toubkal, la montagna piu' alta del Nord Africa con i suoi 4.167 metri di altezza).

Giunti a Taroudant, abbiamo fatto una sosta per il pranzo con visitina al Souq, in cui c'era di tutto e di piu', come tanti altri ..... d'altronde), ma sotto un caldo micidiale...e siamo appena a marzo sob!!!

A sera abbiamo pernottato, nella cittadina di Tazenacht a 1300 metri di altezza, davanti alla sede della Gendarmerie Royale, assieme ad una simpatica coppia di bretoni (75 anni lui e 73 lei) che essendo anche loro da soli, quando hanno visto il nostro camper arrivare ci sono venuti incontro contenti per la compagnia notturna, esclamando: "Ohhhh!! Les italiennes !!! "
Comunque qui e' ancora tutto tranquillo ed io continuo a dire che e' piu' sicuro da queste parti che in ..Europa, peccato che la microcriminalita' prima o poi arrivera' anche a queste latitudini ....purtroppo).

Per la cronaca, questa notte, il termometro, per effetto dell'escursione termica, e' sceso di quasi 20 gradi (dai 32 del giorno ai 12-13 della notte).

Il mattino seguente,abbiamo raggiunto Ait BenHaddou, visitando una delle piu' conservate Khasbe dell'alto Atlante e poi Ouarzazate,da dove vi stiamo scrivendo.

Domani visiteremo gli "Studios", siti in cui hanno girato alcune scene di film
famosissimi, quali "IL Gladiatore" - "Guerre Stellari" - "Laurence d'Arabia" e tanti altri, ma per i patiti dei "Reality Show" (che Dio ce ne liberi!!!) qui hanno
fatto la famosa e, mi dicono, seguitissima "LA FATTORIA" su Italia 1.


Poi proseguiremo sempre piu' ad est, (Gole del Dades e del Todra) una tappa a sud, all'Erg Chebbi - le famose dune sahariane di Merzouga), per poi virare nuovamente a nord.
Il consueto nostro abbraccio.
W l'Afrique !!!!
Michele e Anita

...continua ...

Diario 6 - Africa 2007 - Il viaggio e' quasi terminato..... 28Mar07

Dopo oltre 650 km da Agadir, siamo giunti a Merzouga, in pieno territorio berbero, nella parte piu' sud-orientale del Marocco, (a pochi km da qui, c'e' il confine della "odiata" (per i marocchini) Algeria.
Ormai fra i 2 paesi, e' da piu' di 25 anni che, pur essendo islamici e vicini, non hanno ne' rapporti ne' strade di comunicazione ed i confini sono chiusi, anzi, i locali ci dicono che spesse volte le guardie, si sparacchiano fra di loro. Una vera assurdita'!!!

Il Cyber cafè, dal quale vi stiamo ora scrivendo, ha una finestra che si affaccia su una delle piu' belle distese di altissime dune di sabbia del Sahara (la piu' alta viene stimata in oltre 100/150 metri di altezza) e che cambiano colore, in base
alle ore del giorno. Credeteci, veramente uno spettacolo unico che ieri mattina, abbiamo pensato di scalare. (Qui l'unico pericolo, sono le tempeste di sabbia che qualora si scatenassero, costringono di star chiusi in camper (o correre in alberghi) per almeno 2-3 giorni.


Speriamo di non doverle mai provare, perchè, ci e' stato doviziosamente spiegato, e' come se ti si parasse davanti un invalicabile muro di sabbia in sospensione accompagnata e seguita da fortissimo vento, dal quale non si riesce a vedere a più di 10 cm dai propri occhi.


Prima di arrivare quaggiu' , abbiamo attraversato l'altopiano marocchino che si snoda fra i 1300 ed i 1700 metri dalla parte sud delle montagne dell'Alto Atlante, visitando le profonde Gole del Dadès
e soprattutto quelle del Todra.

Mentre in quelle del Dadès, le varie conformazioni rocciose delle immense vallate, hanno una vaga somiglianza con quelle del deserto dell'Arizona e terminano in fondo ad un vero e proprio Gran Canyon, quelle del Todra, si sviluppano in altissime e strettissime pareti, ove anche qui l'omonimo fiume ha "scavato" le montagne, creando queste imponenti fratture.

Le Gole del Todra, che abbiamo percorso per circa 30 km esclusivamente in moto, perche' la "strada/pista/sentiero", a seguito della grande alluvione di 2 anni fa, in molti tratti e' semplicementesparita, parte dai 1300 mt. arrivando agli oltre 2000 mt. di altezza (..un freddo cane).
Per la cronaca, abbiamo fatto appena in tempo a rientrare in campeggio, che si e' scaricata una tempesta di acqua, protrattasi per tutta la sera.
Giunti ad Ouarzazate, abbiamo fatto conoscenza con un vero e proprio Emiro di Abu Dhabi (Golfo Persico), il quale anch'egli, ormai "povero pensionato"(?) ad occhio e croce sulla quarantina d'anni, ha pensato bene di acquistarsi un Camperone da 300.000 euro (sapete c'omè: " lì ghe in i danè in milanese: li' ci sono i quattrini) e di visitarsi come noi l'Africa.

L'unica (sostanziale) differenza da noi, era che " Il Sciur " non riuscendo a staccarsi dai privilegi del suo rango, si portava dietro fra giovani mogli del suo"harem" e servitù varie, circa 15/20 persone, le quali dormivano in diverse tende, appositamente montate tutte intorno al suo camperone. (forse in ogni tenda, ci era balenato per la mente, poteva esserci una moglie...chissa', e sempre scherzando con alcuni amici, avevamo immaginato a cosa potesse accadere se, sbagliando ed intrufolandoci in qualc'una di esse, fossimo riusciti a dare un "aiuto "all'emiro..ehehhhhhhhh!!!! .
Ovviamente le nostre mogli, hanno cosi' commentato l'ipotetico "aiuto":
sogni...di vecchi bavosi.....ahahhhhh!!!!
Bene.
Pensiamo sia questo, il nostro ultimo "Diario" per quest'anno (Per la verita' dopo l'attentato al Cyber Cafe' di domenica scorsa a Casablanca, che ha causato (per fortuna) la morte del solo terrorista che si e' fatto esplodere, come a Baghdad, e qualche ferito, non volevamo piu' entrare negli Internet Point a scrivere, ma il desiderio di vedere e parlare via Web con la nostra splendida nipotina Marta, ci ha fatto correre il rischio.... ed abbiamo quindi approfittato per scrivere quest'ultime impressioni di viaggio.

Ormai manca una dozzina di giorni al rientro, avendo gia' superato i 2 mesi d'Africa.

Dopo domani ripartiamo alla volta della citta' imperiale di Fès (a circa 400 km più a nord ) per poi visitare Volubilis, l'estremo sito occidendale dell'Impero Romano.

Nel prosieguo del nostro viaggio, forse toccheremoTetouan per raggiungere infine il porto di Tangeri, per l'imbarco.
Ci auguriamo comunque di aver fatto condividere, anche a Voi, un po' della nostra Africa.

Un finale abbraccio a tutti.
Michele & Anita

(Qui puoi vedere l'intero video del nostro viaggio in Marocco 2007)





Mauritania in Camper (con VIDEO)


(Il video puoi vederlo, alla fine di questo diario)

Africa 2007 - l'avventura.. continua - 2Feb07

Cari amici, parenti, colleghi e conoscenti, anche quest'anno, dopo l'avvincente viaggio dell'anno scorso in Senegal, siamo ritornati in Africa Occidentale.
Non avremmo intenzioni di fare molti km, (ma sono proponimenti che spesso vanno in ....fanteria).

Siamo comunque già arrivati in Mauritania a oltre 2500 km a sud di Tangeri, da dove vi scriviamo e gia' fervono i preparativi per raggiungere la bellissima Oasi Marina del Banc d'Arguin. Per poterla raggiungere, a circa 240 km da Nouadhibou, e' obbligatorio fare pista, con frequente fondo del micidiale "tole ondulèè " che spacca ossa, ma soprattutto mezzi;

Dovremmo essere 5 camper con il noleggio di una guida locale che a bordo di una Toyota 4x4 avanzera' davanti a noi e ci indichera' la  strada ed eventualmente (anzi, quasi sicuramente) ci dovra' "agganciare" qualora c'insabbiassimo.

In verita' , molti ci sconsigliano di fare quella pista con i nostri mezzi , ma la guida pur d'incamerare qualche quattrino, spinge, dicendoci: " Monsieurs, rien de problem. Sperem... penso io... comunque preferiamo andarci cauti e fare le dovute...verifiche..ehehhhhhh!!!
(e qui qualcuno e' gia' "elettrizzato" dall'idea...ehehhhhh)

Quest'anno fa molto piu' caldo (oggi 2 febbraio, rasentiamo i 30 gradi circa) Siamo gia' arrostiti; Tira comunque un forte vento dal Sahara che c'impensierisce un po' per paura di probabili tempeste di sabbia;

Per adesso e' tutto.
Purtroppo in questo antesignano paese non arrivano e non partono SMS ed anche per telefonare ci sono problemi.
L'unico mezzo per comunicare sono questi Cyber Point.. e meno male;
Un saluto ed un abbraccio a tutti.
W l'Afrique
Mike e Anita

...continua...

Diario 2 - 8Feb2007

Dopo aver fatto diverse ed opportune verifiche, siamo arrivati alla conclusione che raggiungere l'agognata Oasi Marina Protetta del Banc d'Arguin con i nostri camper era pressocchè una follia che ci sarebbe potuta costare cara soprattutto in termini di euro.

Ci e' stato infatti riferito che gia' con tempo "normale", la pista e' impraticabile per i nostri mezzi, ma complice anche il forte vento del Sahara (l'Harmattan) che da alcuni giorni (qui, febbraio, marzo e buona parte di aprile, sono i mesi piu'ventosi,) ha iniziato a soffiare e neppure la spinta di un carrarmato ci avrebbe fatto proseguire.

Da "nomadi", quali oramai siamo diventati, ma temporaneamente "stanziali" da qualche giorno in questa meravigliosa "Baie de l'Etoile", in compagnia di pellicani, fenicotteri ed una miriade di altre specie di uccelli migratori, che come noi, vengono a "svernare" in luoghi piu' caldi, a malincuore e per dimenticare questa mancata avventura, abbiamo deciso di "annegare" il nostro malumore con ben 7 kili di aragoste freschissime appena prelevate dall'Atlantique, il tutto corroborato da quel poco di "nettare" chiamato vino che siamo riusciti ad "imboscare" alla severissima frontiera della Repubblica Mauritana, la quale, negli anni passati ci faceva entrare senza controlli, ma da quest'anno si sono ricordati di essere islamici e ci hanno letteralmente ispezionato da cima a fondo i camper alla ricerca di alcool, non si sa bene, se per essere in regola con i dettami di Maometto, oppure per berselo, alla faccia nostra.


In realta' molti di noi, forti della convinzione che qui, in "Afrique", ma non solo, quello che vale oggi, puo' non valere domani ed essendo venuti a conoscenza in anticipo di questo cambio di linea, han pensato bene di “depositare” in Marocco (che pare non si faccia piu' di questi scrupoli, finalmente) tutta la cosiddetta "eccedenza" alcolica ..Oddio, a qualche italiano, ma anche a diversi francesi, ho visto lasciare in Marocco pure qualche "damigiana di vino , ma soprattutto erano simpa-tetici i tedeschi che dicevano "Nein senza Birrra ..Yaaaaaaaa!!!!.
Con la speranza di riprendere (ma soprattutto di "trovare") quanto lasciato al rientro. D'altronde non si scappa, o accontenti i mauritani o i marocchini....c'e' poco da raspare..ehehhhh.

Qui ogni mattina viene a farci visita "Ahmed" un simpaticissimo pescatore, 2 mogli (solito fortunato, commentiamo noi con le nostre mogli... ehehhheh!!!) e ben 8 figli..per adesso, dice lui (pare che la sera non abbiano la...televisione ehehhhh!!) infatti lo abbiamo soprannominato "Mandrillosky") che tira su le reti a poche decine di metri, dandoci il privilegio di visionare per primi il fresco pescato.

Ovviamente sa bene che se nella rete sono incappati Branzini ed Orate Reali da 1 kg. abbiamo il diritto di prelazione.
Infatti, forti del motto " Un' Orata Reale al giorno, ti leva il medico di torno" facciamo voti affinche' Ahmed, non faccia mai spegnere il fuoco della nostra griglia…ahahhhhhhh!!!

Ora termino, nel darvi purtroppo una brutta notizia che ha un po' scosso tutti noi.
Ieri l'altro, 2 turisti francesi, viaggiando su un fuoristrada, sono saltati in aria, a poche decine di km da noi, su una delle mine che qui sono sparse a migliaia per effetto della famosa guerra con i combattenti del Fronte Polisario.

Ci e' stato pero' anche riferito che pur avvertiti del pericolo, pare non abbiano ascoltato i consigli, finendo con la loro 4X4 sopra la bomba. Ci spiace veramente. Purtroppo qui bisogna stare molto, ma molto attenti a dove si mettono i piedi... ma anche le ruote.

Quest'anno ci manca Alberto il "Bocelli della Val Bormida" , restato a casa per lavoro, che con la sua ugola d'oro l'anno scorso ci riempiva le serate sahariane con canti e danze.

Ora termino, dicendovi che la nostra permanenza "quaggiù" si protrarra' ancora per qualche settimana, fra "footing" mattutino,(..come noterete, col passare degli anni.. purtroppo si perde una "t "..eh! eh! eh! )  lungo le immense spiagge, gustose orate reali e viaggi in moto, calde giornate e tintarella stravaccata " au bord de l'ocean" purtroppo ventose.

Poi inizieremo "doucement" come dicono da queste parti, il rientro verso il Marocco, visitarne la sua parte orientale, fino ai confini con l'Algeria e presentarci ai primi di Aprile a Tangeri all'imbarco per l'Italia.

Un abbraccio a tutti voi, ma soprattutto un abbraccio forte forte e tanti bacioni alla nostra stupenda nipotina Marta, 4 anni, che abbiamo letto ci cerca tutti i giorni. (Ebbene si, lo ammettiamo, non i pericoli dell'avventura, ma questo si che ci mette molto, ma molto in crisi).

...continua ...

Diario 3 - Africa 2007 - 21Feb07

Eccoci nuovamente davanti ad una tastiera in uno dei piu scassati Cyber- Cafe' di tutto il Sahara a raccontarvi " le nostre fatiche " ...si fa per dire.

Per la verità stavolta poche, dal momento che abbiamo continuato a bivaccare in quella meravigliosa "Baia delle Stelle" in Mauritania, concedendoci un'avventura in moto di circa 20 km di pista dura per raggiungere la Riserva Naturalistica di Cap Blanc (che assieme al già citato Banc d ‘Arguin formano due vaste aree di oltre 200 km di costa a tutela di un patrimonio marino e faunistico di notevole valore, finanziato anche dalla Comunita Economica Europea) ove abbiamo filmato e fotografato la graziosa ed ormai da noi scomparsa " Foca Monaca" assieme ad aironi ed altri uccelli.

La Foca Monaca di Cap Blanc (Mauritania)  - Febbraio 2007


In pratica non avendo potuto raggiungere il piu importante Banc d’Arguin, ci siamo dovuti accontentare (anche qui si fa per dire) della piu raggiungibile, ma un pò piu rischiosa riserva di Cap Blanc.

Infatti per poterla raggiungere in moto, la pista di snoda in una hammada, deserto fatto non di sabbia, ma di desolate e sterminate pietraie, nel quale, la cosa piu rischiosa é dovuta al fatto che tutto intorno alla pista vi sono le famigerate mine che come avevo spiegato nel diario precedente, poche settimane fa, han già causato delle vittime.

In realtà la pista per Cap Blanc e' stata raggiunta al terzo tentativo.
Gero e Maurizio, i nostri amici camperisti ci avevano gia' provato due volte nei giorni precedenti, non riuscendo pero’ a trovare la pista giusta e facendo rizzare i capelli in testa a quei poveri militari che gli erano corsi dietro gridando loro di aver sbagliato percorso.


Grazie quindi, anche ai 2 precedenti tentativi, eravamo riusciti a raggiungere l'agognato "Capo", pur fra alcune difficoltà e comprensibili timori e realizzando finalmente l'incontro con l'ormai noto "mammifero" che se ne stava beatamente spaparanzata, nelle vermiglie acque sottocosta, alternando momenti di relax a fulminei tuffi sott'acqua alla ricerca, supponiamo, di fresco cibo per  il suo palato.


Due giorni fa abbiamo abbandonato la Mauritania e siamo rientrati nel Sahara Occidentale a causa del forte vento che si era nuovamente messo a soffiare dal deserto, ma stavolta "freddino" facendo scendere la temperatura di qualche grado (ora siamo sui 20/21 gradi) facendoci smetter di farci i bagni.

Salutato a malincuore ( ma anche da parte sua) Ahmed il pescatore, e dopo avergli regalato scarpe, maglie e quant'altro avevamo a bordo per lui e la sua numerosa famiglia, anche perchè non ci ha mai fatto spegnere la griglia, abbiamo “bofonchiato”, come di consueto, qualcosa ai soliti douanniers in frontiera che chiedono sempre "cadeau" e siamo rientrati.


Dopo essere entrati in un campeggio per 2 giorni e fatte le dovute pulizie ( ragazzi la sabbia s'infila pure nel ....) a noi ed al camper, domani ci facciamo una tappa di circa 500 km per raggiungere Layounne.
Per adesso e' tutto.
Un abbraccio a tutti voi e.. mi raccomando... tenete duro....


Michele e Anita

P.S.: adesso qui fuori ci sara' Mohammed col suo cammello il quale ci aspetta per
farci fare il solito giro. Andateglielo a dire voi che se dovessimo accettare l'offerta di tutti i cammellieri del Sahara, il nostro “fondo schiena” diventerebbe come quello dei Tuareg !!!!!... ah! ah!  


Video/Immagini del Marocco e della Mauritania 2006/2007





Senegal in Camper - 2006 (con VIDEO)

Appunti di Viaggio: Senegal 2006 in Camper
(i Video in fondo pagina)

febbraio 2006

Dopo aver attraversato Marocco e Mauritania, ieri sera siamo giunti a Saint Louis, in Senegal, citta’ a 260 km a nord della capitale Dakar che visiteremo nei prossimi giorni.
Un viaggio che, a tutt'oggi, ben pochi camperisti hanno potuto fare, a causa della ancora inesistente nuova strada asfaltata di circa 460 km che, attraversando il Deserto del Sahara, da nord a sud, collega la citta' di  Nouadhibou a Nouackchott, la capitale mauritana, strada che finalmente e' stata terminata ed aperta solo 3 mesi fa (novembre 2005).



L'intero percorso per giungere sin qui, e' stato forse anche avventuroso, ma prevalentemente emozionante nell'attraversare realta' desertiche con sporadici villaggi, ambienti cosi' diverse dai  nostri, in cui vivono esseri umani uguali a noi, ma che, contrariamente a noi, vivono in ambienti e condizioni decisamente degradanti ed a volte oserei dire inimmaginabili.
Dei 4 equipaggi di camperisti italiani che eravamo, due di essi, ci hanno ripensato e non se la sono piu sentita di proseguire, impauriti, probabilmente dall’aver ascoltato che un altro camperista era stato quasi “sequestrato” (sue letterali parole) assieme alla moglie, da presunti “predoni” mauritani, dopo essere rimasto in mezzo al deserto col mezzo guasto a causa dell'acqua nel gasolio (personalmente penso che non ci sia stato nessun “sequestro di persona” e che “qualcuno” si sia rifiutato di pagare coloro a cui si era rivolto, credendo di potergli riparare il camper con un motore Common Rail…. con il quale e’ abbastanza difficile, nel deserto, poterlo far ripartire, avendo dell’acqua nel gasolio).

Fatto sta che costui nel raccontarla in giro, ha proseguito a fare “ terrorismo psicologico “ in tutti coloro che avevano la sfortuna di ascoltarlo.
Alla fine un solo equipaggio, ha deciso di proseguire con me verso il Senegal, Alberto e Carmen. Gli altri 2 equipaggi, hanno avuto paura di proseguire e sono tornati indietro. 

Al confine mauritano/senegalese di “Rosso”, abbiamo rischiato piu’ volte di insabbiarci (la cosiddetta area “doganale” mauritana  e' in pratica fatta di..sabbia.. sic!! Infine, superato il confine e caricati i Camper sullo striminzito traghetto, dopo circa 20 minuti di attraversamneto del fiume Senegal,siamo giunti alla dogana del Rosso Senegalese (le 2 localita' si chiamano tutte e 2 cosi') e dopo le estenuanti pratiche doganali, per oltre 50 km la strada, era piena di pericolose buche che a volte sembravano piccoli crateri e per giunta, costretti a percorrerla anche al buio, perche’ in questa famigerata dogana senegalese, (“bestia nera” di tutti gli escursionisti europei in Africa, definita da molti, come “taglieggiatrice” dei malcapitati che l’attraversano) essendomi “rifiutato” di sottopormi al rito del "ricco" cadeau ci hanno vessato, “dimenticandosi” quasi di noi e riconsegnandoci i passaporti alle 22,00 (appunto… col buio). In questi casi, “calma e determinazione” debbono essere le “bandiere” a cui affidarsi, in modo da superare piu’ agevolmente tutte le “ asperità” …non disdegnando nel contempo di divertirsi, trovando gli immancabili lati comici della vicenda.
Ed ora eccoci qui, da dove vi sto scrivendo e cioe’ dall’Hotel  Dior di Saint Louis in Senegal (2^ citta’ ed ex-capitale di questo paese) ... che fa anche da Camping, addirittura con internet cafe’ per poter comunicare con l’Italia. Cosa volevamo di più?

Purtroppo qui in Africa ( e non solo) se viaggi con un tuo mezzo, per attraversare i confini, ti viene, quasi sempre, chiesto il famoso "bakshik” o se volete "cadeau" e questo, purche’ modesto (max 5/10 euro), potrebbe anche essere concesso, ma altre volte (abbastanza di frequente) trovano speciosi cavilli al mezzo o ai documenti o alle cose che trasporti (in pratica… pretesti) per poterti fare delle richieste molto piu’ pesanti di 300 o 400 euro a persona o ad equipaggio, per il solo fatto di metterti un timbro ed autorizzarti a entrare (o uscire) nel paese, (cosa di cui non avrebbero nessun diritto, ma.. forti della divisa..) e costringendoti, in taluni casi, addirittura a tornare indietro e purtroppo tutto questo a “Rosso”, in Senegal e’ prassi assai diffusa. E pensare che come turisti, portiamo una sia pur minima “ricchezza”,che va senz'altro a giovamento della loro economia.
Mah!?! Valli a capire.
E…non e’ finita. Lungo i circa 120 km che dal confine di Rosso, conducono a Saint Louis, ai vari posti di blocco, in media uno ogni 20/30 km circa, se non “capivi” di mettere in mano al miliziano di turno, qualche "euro" , venivi minuziosamente controllato di: passaporto, documenti, luci, frecce, freni, estintori, triangoli, gomme e chi piu’ ne ha piu’ ne metta..(siamo stati sottoposti a ben 3 controlli!!! Ma non abbiamo.. capitolato..)

Nella deprecata ipotesi, pero' che dovessero "trovare" qualcosa che non va, o mancasse qualche dotazione di bordo, le richieste di “ammenda” partirebbero da cifre altissime, (cosi’.. possono meglio “contrattare”).
In questi casi, essere calmi,fermi e determinati, ma col sorriso: “Resistere” ahahhhhh!!!
Qualora doveste realmente trovarvi in difetto, contrattare eventualmente l’ammenda, ma pagare senza discutere!!,: Chiedendo regolare (e legale) ricevuta.(..che normalmente non amano fare.. altrimenti non possono intascare loro)

Per nostra fortuna, non si sono potuti “aggrappare” a nessun presunto “difetto” del mezzo, essendo il mio un “giovincello” di appena 7 mesi.

Il lato “comico” della vicenda e’ che, mentre i nostri nuovi mezzi, venivano sottoposti a severi (speciosi) “controlli” da polizia o gendarmeria, sulla strada nel frattempo, transitavano, auto cosi’ sgarrupate, ma cosi’ sgarrupate che peggiori, non pensavamo potessero esisterne: chi senza fari, altre senza parafango, frecce neppure a parlarne, i tergivetro erano degli optional..quasi tutte sovraccariche di uomini ed animali…. c’era da scompisciarsi dalle risate, poiche' lo facevamo notare al gendarme di turno.. ma lui rispondeva: che problema c'e'? hihihihihi.

Per i rifornimenti del mezzo e per evitare che assieme al gasolio ci potesse essere anche dell’acqua, abbiamo “escogitato” , non avendo altro, l’empirica prova finestra (o meglio… bottiglia): farsi prima versare 2/3 litri di gasolio in boccioni di plastica trasparente,(quelli dell’acqua minerale) quindi lasciarli sotto il sole per piu’ di mezz’ora e se non avviene la scissione chimica, acqua(sotto)/gasolio(sopra), ci avviciniamo alla colonnina per fare il pieno, altrimenti.. nisba.. e partiamo per cercare altre stazioni piu’ sicure.
Normalmente pero' le aree di servizio con il marchio delle piu’ note aziende petrolifere, (Total, Chevron, Esso, Shell ecc. ecc.) in cui molte auto locali, fanno rifornimento, sono risultate indenne da rischi “idrici”.


Scusate se eventualmente commetto degli errori , ma scrivo in questo internet-point davanti ad una tastiera senegalo/araba e i tasti della punteggiatura, debbo cercarli con molta calma, perche' molti....addirittura ...mancano …

Adesso termino e per farvi un po' d'invidia, v’informo che qui oggi c'erano quasi 35 gradi e domani se ne prevedono 36.
Stiamo tutti bene e pensiamo di esserlo anche per i giorni a venire.
Infine.. mi raccomando: tenete duro dal pungente freddo europeo, almeno fino al nostro rientro di Aprile.
Un “Ciao” a tutti...dall’Afrique!!!
Michele e Anita

....continua...
febbraio 2006
Dopo aver visitato Saint Louis con i suoi antichi, coloniali e  massicci ponti in ferro che uniscono la citta’ del delta, tramite una guida siamo entrati nella Riserva faunistica del “Gueumbeul” (da ricordare che il Senegal e’ stato il primo stato africano, nel 1987, ad accedere alla Convenzione di Berna, particolarmente importante per quanto riguarda gli uccelli migratori. Infatti questo Stato, annovera ben 4 Patrimoni Mondiali dell'Umanità: il Parco Nazionale degli Uccelli di Djoudj ; l’isola di Goree’ ; il Niokolo-Koba National Park e la stessa antica citta’ di Saint Louis, con l’adiacente Parco Nazionale de la “ Langue de Barbarie” ) siamo quindi partiti per Dakar.


Lungo i circa 260 km che ci separavano dalla capitale, abbiamo visitato il Zebra-Bar, un camping-oasi lungo il fiume, punto di riferimento di quasi tutti i fuoristradisti 4x4, che attraversano l'Africa, gestito da europei e a circa 150 km dalla capitale, mentre eravamo in sosta per ammirare i magnifici, giganteschi BaoBab, abbiamo assistito, a poche decine di metri da noi, ad una vera e propria scena da savana africana.
Un nutrito stormo di avvoltoi, finito di volteggiare sopra le nostre teste, si e’ avventato sulla carcassa di una povera bestia, (Asino? Mucca?) morta in un terreno poco distante dalla strada e sulla cui scena, abbiamo ampiamente ripreso le violente "azzuffate" di predominio, scatenatesi fra i goffi pennuti, per garantirsi una sostanziosa “beccata” nel ventre ormai putrefatto della bestia. In men che non si dica, gli “spazzini” avevano lautamente fatto “colazione”.
Ripreso il cammino, siamo giunti nella citta’ di Thiès, per recarci al Camping di “Gilbert”, ma giunti davanti al cancello, abbiamo dovuto constatare che l’entrata era troppo stretta per i nostri camper e siamo stati costretti a proseguire per Dakar, decidendo pero’ di non entrare nella caotica citta’ con i nostri mezzi, ma di dirigerci lungo la costa sud, facendo sosta nel paesino di Toubab Dialao.
Il giorno seguente, dopo aver “contrattato” un taxi, con Tierno Ba, l’amico che ci ha ospitato e che, la sera prima ci aveva cucinato una pizza senegalese, nel locale del suo amico, siamo partiti, a bordo di una sgangherata Mercedes, alla volta di Dakar, per imbarcarci e raggiungere l’isola di Goree’.
Giunti sull’isola, con forte emozione abbiamo visitato la famigerata “ Maison d’Esclaves” nella quale il suo direttore, l'ormai noto “ Yo NDaye” vestito con la sua Djellaba verde, ci ha intrattenuto, spiegandoci le atroci sofferenze degli oltre 10 milioni di schiavi deportati.
Terminata la visita, siamo ritornati a Dakar, visitando la citta’.
Il giorno successivo, siamo partiti per M’Bour, citta’ a circa 100 km a sud di Dakar, transitando lungo la litoranea per visitare i vari paesini che si succedono lungo la costa, come Somone, Popenguine, Saly ed altri.
Dopo alcuni giorni siamo rientrati in Mauritania da dove vi sto scrivendo.
Qui abbiamo "campeggiato" …oddio… si fa per dire - sulla spiaggia dell'oceano in una posizione incantevole dove al mattino ci sono albe mozzafiato e la sera assistiamo a tramonti struggenti e bellissimi dove il cielo si colora di rosso fuoco con cammelli e tuareg che dolcemente si stagliano all' orizzonte, creando quell'effetto cartolina che spesse volte abbiamo ammirato in album fotografici.
Un silenzio rotto solo dal vento teso che a volte spira dal Sahara.
La laguna che ci circonda, si riempie spesso di pellicani, aironi, fenicotteri, trampolieri e tante altre varietà di uccelli migratori e noi li, a fare birdwatching con la massima discrezione per non disturbarli nel loro areale ed armati di video e foto prendiamo la mira per immortalare il decollo o l'atterraggio di ordinati stormi di "flamencos” (fenicotteri) mentre protendono le loro magnifiche ed eleganti aperture alari.
Siamo anche neri da far invidia perchè, pur essendo a fine febbraio, qui di giorno si toccano i 31- 32 gradi ed il caldo aumenta sempre di piu', figuriamoci d' estate cosa potra' esserci.
La notte invece il termometro scende anche di 15 gradi.
Ora termino, sperando di aver fatto "virtualmente" sentire anche a voi, nel grigiore del nord Italia, il nostro reale caldo che qui a volte, e' sin troppo.
A breve abbandoneremo anche la Mauritania per rientrare nel Sahara Occidentale e poi in Marocco;
Dobbiamo ancora percorrere circa 2500 Km per raggiungere Tangeri.


Nei giorni scorsi abbiamo avuto un piccolo problema con la pompa dell'acqua del camper ma in meno di 24 ore la DHL ce l'ha fatta recapitare a Nouakchott, la capitale Mauritana ed ora e' tutto OK.
Scusate per le punteggiature, ma sono sempre in perenne lotta con le tastiere, stavolta arabe/mauritane, le cui lettere sui tasti non si leggono piu' e bisogna intuire il tasto giusto.

Volevo infine aggiungere, sempre in tema di "invidia" che qui assistiamo alla pesca dei lulu,(deformazione del francese "loup") sarebbero i nostri branzini/spigole, grandi aragoste e corvine di 30 e passa kg e la nostra dieta è ormai solo a pesce.

Bene, e’ tardi, nuovamente ciao e tenete sempre duro, soprattutto rivolto a chi lavora, mentre noi, qui, facciamo del nostro meglio per "annegare" nell'oblio del dolce far niente.
Viva l'Afrique !!
Michele e Anita


....continua....
marzo 2006
Durante il trasferimento da Nouakchott a Nouadhibou in Mauritania, abbiamo percorso i circa 500 km del Deserto del Sahara, mentre imperversava una temibile tempesta di sabbia dal deserto verso l'oceano che non neghiamo ci ha impensieriti un po' nel dover superare le grosse dune che si accumulavano lungo la strada e che, ammetto, il nostro camper superava in velocita' ma con grandi sforzi, tenuto conto che fuori l'ambiente era come la Pianura Padana, quando c'e' nebbia con visibilità molto ridotta.
Esperienze che rimarranno indelebili e che abbiamo documentato.


Venerdì 3 marzo siamo usciti dalla Mauritania, non senza "difenderci" anche da questa frontiera, da 2 doganieri, che non sapendo più quale pretesto inventare per guadagnarsi la " pagnotta" , hanno iniziato nel dire che le ricevute bancarie dei cambi effettuati nel loro paese non erano documenti ufficiali (sic!?) e minacciando ovviamente di non farci uscire dal paese.
Peccato per loro che invece di trovarsi in saccoccia qualche Ouguia (la loro moneta) di straforo, hanno rimediato un po' di voce grossa da parte nostra, per l’assurda, quanto inaspettata contestazione, ma che in compenso ci ha permesso di uscirne indenni.
Qui comunque è normale routine e non ci si fa caso .... anzi a volte è quasi un divertimento perchè si sa che, come hanno fatto spesso anche in Senegal, ci provano sempre.

Abbandonata quindi anche  la Mauritania, abbiamo ripercorso i famosi 4,8  Km circa  di pista chiamata "terra di nessuno" (no man's land) con molte pericolosissime mine, sparse qua e la' e siamo rientrati in Marocco, dirigendoci a Bir Guendouz per rifare rifornimento di gasolio ed acqua e riunendoci a gli altri 2 camperisti che non se l'erano sentita di seguirci, supponiamo per paura, in questa meravigliosa avventura.  

Assieme abbiamo deciso di fare i circa 20 km di pista per raggiungere Cap Barbas (detta anche Rock Chico, di spagnola memoria) ove risiede una comunità di pescatori specializzati nelle pesca delle aragoste.
Purtroppo, tale pesca inizia da metà aprile in poi e ci siamo dovuto accontentare di normali orate e pagelli a 2 euro al Kg.

Dopo pochi giorni di sosta a Barbas, abbiamo riattraversato la pista di tole ondulee’,lunga circa 20 km.  molto sconnessa (per fortuna che il nostro mezzo e' stato eroico nella “resistenza” al duro trattamento cui lo sottoponevamo, con l’unico “incidente” al Rimor su Ford dell’amico Gero che si è fortemente insabbiato ed abbiamo dovuto chiamare un trattore  dei pescatori perchè con pale e piastre antisabbia era impossibile tirarlo fuori (portarsi uno scooter dietro e' a volte provvidenziale).

Dulcis in fundo, o è meglio dire.. sfiga in fundo… dopo circa 10 giorni, si guasta anche la seconda pompa dell'acqua, speditaci dal concessionario Hymer tramite DHL nella capitale mauritana. Ora viaggiamo con una "pompetta" di pochi euro, prestataci dall' amico Alberto, che sta facendo miracoli..
Purtroppo, affrontare questi viaggi forse non basta più avere una sola scorta sic!!! .... ci attrezzeremo per il futuro, ma cio' credetemi non toglie proprio nulla al fascino dell'avventura della prima volta ... anzi lo carica di maggior entusiasmo.
Ripartendo quindi, da Cap Barbas e risalendo verso nord, abbiamo fatto tappa nuovamente a Dakhla' anche perche' il vento del deserto iniziava a soffiare con maggiore intensità e volevamo raggiungere una località nota per fare rifornimenti di prima necessità in quanto le nostre scorte erano all'esaurimento.

Dopo una permanenza di circa 8 giorni a Dakhlà, dove abbiamo avuto il piacere d' incontrare il mitico "Mac", come lo chiamiamo noi, alias Franco Zorzi (77 anni!! e camperista da 35) e consorte Adriana,  e sotto gli auspici di un'altra tempesta di sabbia, abbiamo intrapreso la risalita per altri 500 km ... ma .... adesso e' un'ora e mezza che faccio la guerra con questa tastiera arabo-marocchina in questo Internet Point e desidero terminare.

Infine prima di chiudere e per farvi sempre un po' di rabbia, aggiungo solo che ormai abbiamo superato i 2 mesi di Africa, siamo a circa 1500 Km da Tangeri, oggi è il 21 marzo, entrata della primavera, ma qui il caldo è gia' del nostro luglio .. ehehhhh .... naturalmente per noi europei .... mentre i locali viaggiano ancora con la "djellaba" , la loro tunica che funge da cappotto.
 Infatti guardano noi, in costume, come noi guardiamo il finlandese che viene a fare il bagno ad aprile nei nostri mari.
Un abbraccio a tutti.
W l'Afrique !!!

Michele e Anita

(Senegal in Camper - 2006) 
(1^ Parte)


(Senegal  in Camper - 2006 ) 
(2^ Parte)


(Senegal  in Camper - 2006 ) 
(3^ Parte)


(Senegal  in Camper - 2006 
(Parc du Djoudi) 
(4^ Parte)



Sud Africa by air 2007 (con Video)





L’opportunita’ di questo viaggio, ce l’hanno data i punti Mille Miglia Alitalia nel frattempo accumulati, grazie ai quali ci avrebbero permesso 2 voli per 2 persone a medio raggio, punti con scadenza fine 2007 che, pur potendoli sfruttare entro giugno 2008, essendo noi dei girovaghi “a lungo corso” avremmo rischiato di perderli.
Bene, fatta questa premessa, ci siamo anche resi conto che “scomodarci” per soli 3 giorni di visita del Cairo, (la capitale, da noi scelta) era un po’ poco ed allora abbiamo pensato bene di “attaccarci” anche il Sud Africa.


Il problema ora, era quello di metterci al lavoro con la “tastiera” per poter “incastonare” le coincidenze di circa 9 voli, fra quelli gratuiti e quelli a pagamento di altre compagnie aeree e prenotare “on line” hotel, auto e quant’altro.
Una bella sfida per noi, essendo anche alla prima esperienza nel realizzare un viaggio di ben 22 giorni circa e per giunta col “fai da te” , temevamo proprio di commettere, qualche “pasticcio”.
Invece, non solo ci siamo riusciti perfettamente, ma ci siamo pure divertiti un mondo, se avrete voglia e piacere di leggere il prosieguo del nostro personalissimo tour.


Il viaggio inizia con una lieta ed inaspettata sorpresa. A Malpensa, mentre eravamo gia stipati sul Jumbo-bus che ci avrebbe portati sotto l'aereo per il Cairo, veniamo chiamati ad alta voce da una affannata hostess che, scusandosi per la distrazione dimostrata ( sic!?! ) ci invita a riconsegnarle i nostri "boarding pass" di "economics flygths" per riconsegnarcene altri 2 , attestanti posti addirittura in "business class". Caspita!!  Penso subito, che c… pardon, che fortuna che abbiamo e nel ringraziarla, mi sono sciolto in ossequiosi, sperticati quanto generici ringraziamenti rivolti a Lei, all'Alitalia, estesi a tutti i familiari, parenti, amici e conoscenti, ahahhh!!!
Insomma alla Toto'..tanto non costa nulla e fai felice tutti.. ehehhhhh!!
(In realta’ pensiamo che Alitalia, avendo prenotato anche alcuni hotel mediante il suo sito ci abbia voluto “premiare” , riservandoci 2 posti in business…solo perche’ risultavano ..non occupati..)
Vabbe’ , spronati dal motto che a caval donato, non si guarda in bocca, ci siamo felicemente incamminati verso l’aeromobile.


Dopo aver visitato per 3 giorni il Cairo (Museo Egizio, Piramidi ed altro) in 8 ore di splendido volo (Egipt Air) su tutta l'Africa, puntualissimi siamo giunti alle 9 e 30 del mattino a Johannesburg, dove, poche ore dopo eravamo gia' su un altro aereo della South African Airways in direzione Phalaborwa, al " Kruger National Park".



Uno dei piu' grandi e ricchi parchi di animali di tutta l'Africa.(400 km di lunghezza per oltre 60 di larghezza che a breve, verra' allargato con l'inaugurazione dell'adiacente Parco Nazionale del Limpopo, di pertinenza del Mozambico, per diventare in assoluto l'area protetta piu' grande dell'Africa.
Per 5 giorni pieni ci siamo immersi nella savana e nel bush a fare un bellissimo safari fotografico.(Anita ha fatto piu' di 600 foto ed io qualcosa come oltre 5 ore di video).



Abbiamo anche trascorso un'intera giornata in una riserva privata , con pranzo finale a lume di falo' e serpentelli che, dagli alberelli che sovrastavano le nostre teste, ci cadevano quasi addosso.
L'unico cruccio e' stato quello di non aver potuto vedere gli amici Leo (pardo) e Rino (ceronte), fra i big five.


In compenso, pero’ abbiamo potuto “accarezzare” (si, proprio come si accarezza un “micione”) un bell’esemplare di Ghepardo, che subito dopo aver “apprezzato” le nostre carezze, (pareva proprio che ci facesse le fusa.. ehehhh!!) ha pensato bene di andarsi a rifocillare, catturando un piccolo di Steinbock.

Alla fine del soggiorno al Kruger, con 2 voli, sempre della South African Airways, siamo giunti, a Citta' del Capo.


A Cape Town, (bellissima citta’) nel prendere un taxi , per farci portare al WaterFront (vasta erea di fronte al Porto, pieno di centri commerciali ristoranti, spettacoli, shop vari, molto simile al "Porto Antico" di Genova, per chi lo conosce, ma moltiplicato almeno per 20) (in un angolo del porto "nidificano" anche le foche, ben visibili che a volte, giocherellano....piu' natura di cosi'...)
abbiamo provato a "contrattare" (eh si ! anche qui nell'occidentale Sud Africa, bisogna praticare questo biblico rito) con Felix, questo il nome del taxista, piu' o meno la mia " giovane età " ahahhh!!!! 2 mogli e 9 figli, di cui la seconda ha appena 30 anni !!! (ed io rivolto alla mia dolce, ma non piu' giovane metà: vedi, le ho detto, scherzando, come sono piu’ fortunati, alcuni miei coetanei, a queste latitudini, non hanno che l'imbarazzo della scelta nell’accaparrarsi giovani "femmes", e Lei, guardandomi con occhi compassionevoli: psss!! Tutti uguali, voi uomini!! mi ha risposto. Tie', ciappa, incassa e ...porta a ca' !!!)
Questo tassista, dichiaratosi inoltre un ex- gangster ora pentitissimo,con un braccio tatuato, 3 anni di prigione a Robben Island, (tutto spiegatoci perfettamente da lui stesso) nello stesso periodo di Nelson Mandela (che lui asserisce di conoscere bene.. mah!!) il quale alla domanda di quanto volesse per portarci ad Hermanus a vedere le balene, (in totale circa 260 km andata e ritorno) ha subito detto... wait...quindi, prende il CB, chiama la sua centrale taxi e chiede il prezzo.


La centrale risponde 1500 Rand..(160 euro circa)..lui ringrazia chiude il CB e dice a noi 1300 Rand, allora gli dico, facciamo 800 Rand e lui, Noooooo!!! It’s not possible !! Si, gli dico, siccome hai appena fregato la tua centrale, vediamo di "contrattare": alla fine dopo il solito tira e molla, ci siamo accordati per 1000 Rand.
Ok, penso , anche un po' cinicamente,oltre ad aver spuntato un buon prezzo,ci siamo pure affidati ad uno che in fatto di "sicurezza",(urka!!) dovrebbe sapere il fatto suo e (si fa per dire) ci dovrebbe anche saper tutelare (naturalmente molto in teoria.. ehehhhh) dalla microcriminalita' che qui purtroppo e' presente, rassicurando nel contempo la moglie, che mi era sembrata un po' titubante (?)


Appuntamento quindi alle 9,00 di mattino del giorno dopo, presso il nostro Hotel, cosa che Felix esegue puntualissimo, presentandosi con una lussuosa BMW (non era lo scassato taxi del giorno prima (al che penso giustamente che durante la notte Felix abbia fregato l'auto a qualcuno e... te la volevo vedere mia moglie, anche lei, nella prigione di Mandela a Robben Island!!! Ehehhhh!!! Ahahhhh!!!
Nulla di tutto questo. La BMW era sua, acquistata usata che utilizzava per i viaggi extra (appunto come il ns/ nei giorni di riposo dal servizio taxi).


Tranquillizzati, in una giornata bellissima, col cielo azzurrissimo, partiamo per andare a vedere le balene.
Lungo il tragitto ,Felix fa il perfetto cicerone e ci spiega le peculiarita' di tutti i paesi che attraversiamo.


Dopo circa un'ora e mezza giungiamo ad Hermanus e lo spettacolo che si presenta davanti a noi e' di una eccezionalita' unica!!!!.
Nella baia 5 - 6 balene, davanti a moltissima gente che, con binocoli, video e cannoni fotografici ammirano questa straordinaria scena delle balene che con il caratteristico sbuffo, passano da una parte all'altra della baia (pur restando abbastanza lontane dalla costa) e che a volte si immergono alzando la tipica coda che sparisce sott'acqua.
Come se non bastasse, mandavano anche in visibilio i tantissimi bambini, ma anche noi adulti, con applausi a scena aperta quando qualche balenottera, giocando, si sollevava dall'acqua e sbatteva il suo megagalattico alone.(Sono prevalentemente delle megattere)


Immediatamente imbraccio il mio video e mi precipito a conquistare una posizione sulle rocce, piu' a picco sul mare per poterle filmare meglio. Mi acquatto come un tricheco ed aspetto che qualcuna si avvicini di piu' alla costa per poterla meglio riprendere.
Purtroppo, mi accorgo subito che buona parte di coloro che come me si sono appollaiati sulle altre rocce, sfoderano qualcosa come quasi mezzo metro di obiettivi fotografici supportati da robusti treppiedi.
Perbacco, penso, qui la partita e' persa e mi accontento di riprendere quello che posso.


Ad Hermanus, siamo stati diverse ore, ma dalle ore 14/15 circa in poi, le balene cominciano a diradarsi forse si immergono per riapparire il mattino dopo.


Piu' che di passaggio, si deve parlare di sosta e le balene, in questa baia ricca di plancton, si trattengono da giugno fino agli inizi di novembre,dopo di che' i simpatici mammiferi prendono la via del continente antartico per continuare a nutrirsi nell'abbondante grill del circolo polare.


Noi comunque, soddisfatti di questo eccezionale evento, mai visto prima d'ora, sul tardo pomeriggio rientriamo felicemente in albergo.


Il simpatico Felix si e' dimostrato disponibilissimo ed era premurosamente attento alle nostre esigenze. Tanto che a volte gli affidavo tutto il mio armamentario video-fotografico e lui come un buon cagnone San Bernardo, mi seguiva. ehehhehhh!!! Addirittura mi stava per seguire anche sulle rocce, al che' l'ho fermato e gli ho detto: guarda che se cadi in acqua , con i tuoi 130 kilogrammi circa , rischi di fare la balena e mi tocchera' pure filmarti...ehehhhh!! Mi ha sorriso, ma non so se in cuor suo, avra' pensato:.. c'hamma fa' pe' campa'!!!


Alla sera siamo andati a cenare da "MAMA AFRICA"(sempre pienissimo, bisogna prenotare almeno un giorno prima) notissimo ristorante (etnico/turistico) in Long Street (quasi centro di Cape Town) dove ci hanno proposto una grigliata mista di carne di Coccodrillo, di Kudu, (somiglia ad un cervo) di Steinbock (e' una specie di antilope) di struzzo ed una salamella composta da tutte le carni di altri animali tra i quali il facocero, il tutto corroborato da una buona bottiglia di vino della Road Wine.


Ebbene, abbiamo riflettuto molto prima di ordinare, perche' molto perplessi per il gusto, soprattutto per il coccodrillo (mai mangiato),il kudu, sapevamo di essere buono, perche' l'avevamo gia' assaggiato in un ristorante del Kruger, ma possiamo dirvi che abbiamo mangiato tutto volentieri, perche'cucinato e servito in modo eccezionale e la carne aveva gusti molto delicati.
Ad esempio, ci siamo meravigliati come la carne di coccodrillo, contrariamente a come si potrebbe immaginare, sia abbastanza chiara.
(Per coloro che comprensibilmente potrebbero storcere il naso, diciamo subito che, avendolo preventivamente chiesto, ci e' stato risposto che sono di allevamento)
Il tutto ci e' costato 44 euro (22 euro a testa!!!) Neanche una pizza in Italia sob!!
Abbiamo inoltre cenato, confabulando con una coppia di austriaci di Vienna ed abbiamo notato che anche loro, fra una parola e l'altra, si sono piacevolmete "spazzolati" la grigliata.


In questo Paese il flussso turistico e' veramente multietnico, ad esempio, abbiamo visto dai giapponesi, ai cinesi, agli indiani, ai russi, agli arabi (molti) non parlando di brasiliani, americani, tedeschi, inglesi e olandesi, ma pochi ci sembra viaggino individualmente, tutti con viaggi organizzati.
I pochissimi italiani che abbiamo incontrato, erano anch’essi con Tour Operator e quasi tutte coppie in viaggio di nozze o in gruppi incentive.
Ci han pero'detto che i nostri connazionali, vengono preferibilmente qui in luglio e agosto ed a Natale/Capodanno.


Abbiamo invece incontrato e fatto amicizia con alcuni imprenditori italiani che vivono qui ormai da 30 anni e piu' (proprietari di Hotel, Guest House, Gioiellerie, tutti felici di aver abbandonato il nostro paese, ma tutti nostalgici (come sempre) e desiderosi di parlare con italiani, ma il loro italiano ha ormai evidenti inflessioni tedesco/olandesi)


Per i prossimi giorni, sempre con il mitico Felix, abbiamo gia' programmato Cap Point, il Capo di Buona Speranza, dove s'incontrano i 2 Oceani e la visita alla colonia di Pinguini di Boulder


Il viaggio a Robben Island, (150 Rand a test = euro 16,50 circa) , l’isola/prigione, appunto di Madiba,(come affettuosamente chiamano qui il grande Mandela) dove una guida, ex prigioniero politico anche lui, ci avrebbe mostrato la vera stanza-prigione di Mandela e di altri e spiegato come erano riusciti a resistere per 27 anni in una mostruosa prigione durante il famigerato regime dell'apartheid. … Ahinoi!!! , abbiamo dovuto disdirlo, a causa di una giornata piovosa, ma soprattutto delle pessime condizioni dell'oceano.


Ci siamo accontentati di visitare il piccolo museo dedicato all'apartheid, ( a sx del ponte levatoio, nelle adiacenze dell'orologio, 2° piano, entrata gratuita) (quello significativo e' a Johannesburg) con foto, testimonianze e scritti dell'epoca recente. Molto toccante leggere e vedere dalle foto, come esseri umani, boeri/afrikaner (prevalentemente calvinisti), trattassero una maggioranza di altri esseri umani con segregazioni che rasentavano la follia, tutto in virtu', anche di una supposta e falsa "verità" religiosa secondo la quale veniva asserita una certa superiorita' bianca su quella nera.


Vabbe' questa purtroppo e' storia...quella brutta, come tante altre, sperando almeno che le future generazioni la tengano nella dovuta considerazione.


Siccome avevamo ancora del tempo, siamo andati a visitare il grande Acquario di Citta' del Capo,(200 metri dal Waterfront) (76 Rand a cranio) vasto e ricchissimo di tante specie marine,il cui pezzo forte e' il pasto degli squali Tigre dalle mani di 2 subacquei, che lasciava senza parole tantissimi bambini ma anche noi adulti per la relativa violenza (ormai abituati) con la quale strappavano di mano la preda, mostrando tutta la loro "famelica" dentiera.


A sera ci siamo concessi, anche noi, una eccezionale cena a base di pesce all' Ocean Basket, una catena di ristoranti, qui a Cape Town,(ma non solo) specializzati in piatti marini, che ci ha fatto leccare letteralmente i baffi, al termine di un'enorme grigliata di tenerissimi e freschissimi scampi, calamaretti, ciuffetti di calamaretti, soglioline che si frantumavano come grissini, il tutto corredato da un fumante riso Pilaf accompagnato da croccanti patatine ed annaffiato da un gustoso ottimo vino bianco locale.(pensate il tutto a soli 190 Rand, equivalenti a circa 20 max 21 euro !!! No, non a persona, ma come totale!!! Roba da fare..l'abbonamento!!! Che America ..venire qui con l'euro forte.) (In questo ristorante , come nell'altro rinomato Willoughby & Co, situati sempre nel WaterFront, nell'ora di punta, h. 19/20,30 circa, bisogna fare molta coda, soprattutto per coloro che non prenotano, ma anche coloro che hanno prenotato, possono vedersi passare avanti gruppi di persone appena giunte, pur senza prenotazione, se il tavolo che si e' appena liberato e' comprensivo di quel numero di posti. E', a ns/ parere, un bel strano modo di procedere...cmq...tant'e'... ed anche se lo "zinzo" si fa sentire, bisogna rassegnarsi a fare pure 3 quarti d'ora di attesa..se va male.. ed in piedi..sob!!!)


Dopo questa piacevole cenetta, la chicca finale e' stata quella di aver degustato un ottimo caffe' espresso (ristretto e con schiuma..caspita!!!) a gusto italiano (non quella "roba" annacquata che sa prevalentemente di..liquirizia..se ti va bene..ahhhhahh!!) a 8 Rand, poco meno che da noi, da Nino's. (si trova a circa 100 mt dall'Ocean)
Non si capisce bene se i titolari siano italiani, perche' quelli che servono sono tutti neri, ma possiamo assicurarvi che abbiamo trovato il miglior caffe' espresso, di tutto il Sud Africa.


Alle 22,30 circa, dopo una bella passeggiata lungo le illuminatissime banchine del porto, abbiamo chiamato un taxi per farci riportare in Hotel. (costo medio dai 50 ai 53 rand per la zona del Garden (Union Street)
Ma come in tante citta' del mondo, soprattutto di notte, trovi i furbetti. Una volta a bordo, ci siamo accorti che il taxista o chi per esso, aveva "taroccato" il tassametro il quale faceva delle grosse "galoppate" di prezzo e lui, avendo chiesto di dove fossimo,continuava ad “intrattenerci”, dicendoci in pratica, " ah.. italiani brava gente" .
Dopo quasi 1 km di questa litania, mi son fatto coraggio e gli ho detto che si, forse eravamo anche della brava gente, ma non eravamo certamente dei fessi, facendogli notare che nel suo "counter" c'era qualcosa che non andava e pregandolo quindi di riportarci dove ci aveva fatto salire.
Lui a spergiurare che non era vero ed io a dirgli di riportarci li, altrimenti chiamavo la "police".
Dopo un lungo sbraitare ci ha riportati alla partenza, (ovviamente senza beccare l'ombra di un quattrino) dove c'erano altri taxi in attesa, ai quali abbiamo raccontato quanto ci era capitato.
Il tassista di prima, forse preoccupato che avremmo potuto realmente chiamare la polizia, ha pensato bene di ingranare la marcia e... partire a razzo!!..


Gli altri tassisti, hanno voluto essi stessi chiamare la "police" (secondo noi, l'han fatto, preoccupati di evitare uno "sputtanamento" della categoria) alla quale, anche a loro, abbiamo dovuto raccontare il fatto. E pensiamo si siano incaricati di identificare costui. Alla fine i gendarmi, ci hanno salutato scusandosi dell'accaduto.


Il nuovo tassista che ci ha accompagnato, ci ha spiegato che realmente ci sono
colleghi stupidi che di notte (ma anche di giorno) applicano queste truffe. A dimostrazione che tutto il mondo e' paese e bisogna purtroppo vigilare.


Il giorno successivo, sempre accompagnati dal mastodontico, ma onesto Felix, che "noleggiatolo" nuovamente per tutto il giorno (costo 80 euro in totale) (ma che la sera prima non era disponibile,, ahiahiahi..perche', ci ha poi spiegato, era andato a trovare la sua "mami" ) siamo andati a visitare la Peninsula del Capo con accesso al parco di "Cape of Good Hope" (entrata 55 Rand a testa = 6 euro + o -) con salita al faro di Cap Point e vista sul Capo di Buona Speranza, la punta del continente nero (in realta' l'estrema punta, spartiacque fra Atlantico e Indiano, e' Cap Aghulas)
Alla sommita' di questo faro, con lo sguardo sospeso verso l'infinito, ho voluto immaginare il consolidarsi invano davanti agli occhi dell'immenso Continente Antartico ed il suo vastissimo Circolo Polare cosparso di Iceberg, lontano oltre 6000 km. (a proposito... nei giorni precedenti e' stato avvistato (e, dicono, per la prima volta a queste latitudini!) un grosso iceberg. (Forse a riprova del surriscaldamento del pianeta).


Al ritorno siamo andati a visitare la simpaticissima colonia di Pinguini di Boulder. (costo entrata 25 rand a testa = 2,7 euro)
Questi comicissimi pennuti, sono una razza endemica delle coste del Sud Africa e fanno parte della razza "Jackass".(lingua afrikaner? Boh!)
Cosi' chiamati perche' pare che il loro grido, abbia una vaga somiglianza con il raglio dell'asinello... ehehhhh, (durante la nostra visita, però, non hanno aperto becco), ma li abbiamo filmati e fotografati si, e tanto, nella loro caratteristica e buffa camminata.


La parte divertente di questa bella giornata e' stata quando, nel salire al faro di Cap Point, abbiamo letto un cartello che diceva di stare molto attenti ai Babbuini, che si aggiravano nei dintorni e che assalivano le persone che stessero, nel frattempo, mangiando.
Mi porto quindi avanti e preparo la mia videocamera per riprenderli, quando, dietro una curva coperta da cespugli, vedo qualcosa muoversi, subito mi nascondo ed inizio a riprendere.
E con mio divertito stupore, mi accorgo che invece del cercopiteco, stavo riprendendo quella "dolce " babbuina di mia moglie che stava sopraggiungendo...ahahhhhhhhh!!!


A pomeriggio inoltrato, sulla via del ritorno, ci siamo fatti portare ad Hot Bay, per fare uno spuntino sul locale affacciato sul porto pescherecci e sbirciare fra un boccone e l'altro le tante foche che facevano piroette, fra i vari barconi, per spazzolare i residui di pesca buttati a mare dall'equipaggio.


Il giorno dopo , ci siamo fatti accompagnare a prendere la tintarella "strapaparanzati", in una spiaggia fra le piu' belle ed esclusive di Klifton Bay a circa 8 km dalla citta', sempre in taxi, (50 rand per tratta) (purtroppo a Cape Town, come si e' gia' capito, non esistono trasporti pubblici,
intesi, quali, bus, tram, filobus, o altro. Ci si sposta prevalentemente , se non esclusivamente, sulle migliaia di taxi, spesse volte, auto molto vecchie, ma a prezzi abbastanza accessibili.)


Di spiagge, a Klifton Bay, ce ne sono 4 in tutto, incastonate fra le rocce dell'oceano a poche decine di metri l'una dall'altra, tutte con sabbia finissima e bianchissima ed ognuna (ci e' stato spiegato) e' frequentata da una tipologia di turisti: gay, belle donne, turisti, famiglie con bambini.
Con il dovuto rispetto per le altre "categorie", ma ho insistito con mia moglie per andare fra le....belle donne.... ehhehhhhhh!!!!!
(per inciso: a prendere il sole, eravamo solo bianchi...e (belle)bianche, gli unici neri , erano quelli che affannosamente, si spostavano di spiaggia in spiaggia, trascinandosi sul groppone, pesanti frigo (raffreddati con pesanti barre di ghiaccio) per vendere Coca Cola, birre, aranciate ed altro..
ho quindi pensato che questo la dice lunga, su chi, realmente, sta bene ed ha i soldi in Sud Africa. E' certo cmq che il potere ora ce l'hanno i neri.
Una bellissima giornata con sole e cielo azzurro (oseremmo dire cobalto) ed una temperatura di circa 28 gradi.


A ottobre in Sud Africa e' primavera (in pratica il nostro fine marzo/aprile) e vi e' una esplosione di colori. Uno dei periodi, ci dicono, fra i migliori per visitarla.


Abbiamo pure pensato di allungare questa divertente e piacevolissima vacanza, (chiamiamola pure un "sacrificante" riposo ahahhh!!) (chissa' quante "parolacce" ehehhhhh!!! ci arriveranno dai nostri amici che scrivono:... ed io lavoro...) purtroppo, ci rendiamo conto che non siamo in camper per decidere , come e' ns/ consuetudine, le tappe del ritorno, perche' abbiamo gia' tutti gli altri voli prenotati.
Per tipi come noi, che girano l'Africa Occidentale e Medio Oriente, per oltre 3 mesi, in camper appunto, e' una vera disperazione far durare una vacanza appena 22 giorni... uhuhhhhhh!~!!
La promessa e' comunque quella di ritornarci, soprattutto per vivere, qualche mese, nei bellissimi parchi pieni di animali, estendendo la vacanza in Namibia, Botswana e Mozambico.


A questo riguardo, approfittiamo per chiedere se, qualche fine conoscitore ed esperto viaggiatore ci possa segnalare in Europa (pensiamo che in Italia non ce ne siano) siti di serie compagnie di navigazione cargo che effettuano trasporti di auto o camper per e dal Sud Africa.


A corredo di questo nostro personalissimo e sfizioso viaggio, con la speranza di non aver omesso, alcun utile dettaglio ad altri che volessero organizzare un viaggio analogo (o anche solo per una mera, ma necessaria, conoscenza) vorremmo terminare, citando purtroppo il vil denaro (che, checche' se ne dica) tutti noi, dobbiamo, volenti o nolenti, rapportarci.


Bene. In circa 22 giorni, visitando 2 nazioni, l'Egitto (in verita' solo il Cairo) ed il Sud Africa, abbiamo speso in totale 4.900 euro circa. Ovvero 2.450 euro a testa.
Abbiamo incontrato diverse coppie che con i Tour Operator, per 3 settimane (18 gg) circa , facevano + o - lo stesso nostro giro (al posto del Cairo facevano 3 gg.a Mauritius o in Namibia) ci hanno riferito che hanno versato nelle casse delle rispettive agenzie di viaggi, la bellezza di circa (+ o -) 4.500 / 4.600 euro a testa !!!!


Questa ultima nostra "postilla" non vuol essere affatto una nota polemica nei confronti di qualcuno, ma un contributo in piu' per poter capire, l'enorme potenzialita' del turismo on line.
Certo, sappiamo che non tutti i luoghi, possono essere raggiunti e visitati con il fai da te, ma oggi una buona fetta del mondo, la si puo’ visitare, cogliendo le risparmiose opportunita' che offre il web.
Per quanto ci riguarda, l'unico "cruccio" e' che l’e-tourism, si e' "affacciato" un po' avanti negli anni, ma, e' nostra intenzione (come si suol dire).. portarci… avanti.
E' quindi proprio il caso di dire che " il vero peccato è .....morire"
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno voluto leggere e ci scusiamo qualora li avessimo tediati.


Una cordiale buonanotte ..dal Sud Africa


Michele e Anita